Glaucoma: effetti della pandemia e ruolo strategico della medicina di prossimità

Intervista al Prof. Stefano Gandolfi, Presidente Società Italiana Glaucoma (S.I.GLA.)

 

Il glaucoma è una malattia cronica, progressiva e degenerativa del nervo ottico che produce un caratteristico danno del campo visivo causato dall’aumento della pressione oculare.

Il glaucoma è la seconda causa di cecità e, si stima che nel mondo circa 80 milioni di persone (78 milioni) soffrano di glaucoma.

Uno studio dell’Imperial College London pubblicato su Acta Ophtalmologica ha accertato che la pandemia ha portato ad un ritardo nelle prestazioni ai pazienti. I risultati confermano che una percentuale di pazienti ha sviluppato una progressione del glaucoma durante il lockdown legato al Covid, che potrebbe essere attribuita a un follow-up ritardato.

“Ecco perché è sempre più importante – evidenzia il Prof. Stefano Gandolfi, Presidente  della Società Italiana Glaucoma (S.I.GLA.) e Direttore della Struttura Complessa di Oculistica, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma“ricorrere ad una medicina di prossimità occorre cioè mettere il malato nelle condizioni di essere seguito nella maniera meno ingombrante possibile, attraverso l’utilizzo della Telemedicina, ed il decentramento delle cure in centri di prossimità sul territorio.”

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