Giornata Mondiale della Vista 2022 - EyesON
PREVENZIONE E IPOVISIONE

La prevenzione è la chiave per vedere il futuro

Sono tre milioni gli italiani a rischio di patologie gravi, servono più risorse e attenzione all’oculistica

Le malattie che compromettono la vista sono in aumento a causa dell’invecchiamento e rappresentano una minaccia per oltre 3 milioni di italiani, che sono a rischio di glaucoma, degenerazione maculare e retinopatia diabetica. Anche per questo il 13 Ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Vista, gli occhi sono puntati sulla prevenzione, come ‘unico modo per vedere il futuro’.

Le Iniziative

In oltre 90 città italiane (per trovare la più vicina: www.giornatamondialedellavista.it), saranno distribuiti opuscoli informativi, organizzati incontri divulgativi e offerti controlli oculistici gratuiti, grazie soprattutto all’impegno delle strutture territoriali dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. La Giornata Mondiale della Vista sarà anche un’occasione di promozione della salute della vista nella quale gli attori del sistema della tutela visiva si riuniranno attorno alla tavola rotonda di Iapb Italia Onlus – l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità.

Barbuto, presidente IAPB: “L’impegno e l’onere della prevenzione non può essere lasciato alla sola scelta dei cittadini”

“La perdita della vista – sottolinea Mario Barbuto, presidente sia di Iapb Italia onlus che dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenticoincide con enormi costi sociali e personali: è un dolore profondo, fonte di depressione non solo senile, una grande perdita di autonomia e qualità della vita. A fronte di questa minaccia, stiamo assistendo ad una riduzione costante delle risorse e dell’attenzione destinate all’oculistica da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Non possiamo correre il rischio che le cure oculistiche facciano la fine di altre specialità mediche: vengano, ovvero, pressoché totalmente privatizzate. L’impegno e l’onere della prevenzione non può essere lasciato alla sola scelta dei cittadini”.

“I cittadini però – aggiunge Barbutohanno il dovere di sottoporsi a visite oftalmologiche dal medico oculista: le uniche che permettono di diagnosticare e trattare per tempo le malattie che rendono ciechi o ipovedenti”.

Il successo della Campagna “Vista in Salute”

Valeria Iannucci, oculista responsabile della Campagna Vista in Salute di IAPB Italia, durante la tavola rotonda racconterà l’esperienza sul campo emersa dalle 3209 visite gratuite effettuate da un’unità mobile nel corso degli ultimi mesi in Italia. Secondo le prime elaborazioni dei dati raccolti (persone over 40 sottoposte a screening nelle regioni Sardegna, Liguria, Piemonte, Val d’Aosta, Veneto e Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige), emerge una contraddizione tra la salute visiva percepita e il reale stato di salute oculare: il 90% dichiara di vedere bene, mentre risulta che la metà di coloro che presentano un glaucoma sospetto o conclamato non ne era a conoscenza; nel caso delle maculopatie, il 30% dei casi si riscontra in pazienti che non sapevano di esserne affetti.

Più informazione e accesso alle cure

Quanto fatto, però, per Barbuto non è sufficiente. “Per salvare la vista delle persone – rileva – è necessario offrire più informazione e accesso alle cure. Perciò, la proposta di IAPB Italia per la Giornata Mondiale della Vista è quella di inserire la prevenzione e la riabilitazione visiva nel percorso delle cure oculistiche. Solo così si potrà creare nella sanità in ambito oculistico un’unica filiera, un unico percorso organizzativo che permetta di:

  • identificare rapidamente la patologia, grazie all’impiego intelligente delle nuove tecnologie e all’accessibilità delle visite oculistiche;
  • far accedere alle cure chi ne ha effettivamente bisogno, in modo facile e uniforme sul territorio, senza affollare gli ospedali che sono comunque centri di eccellenza per patologie complesse;
  • collegare la riabilitazione visiva al percorso di cura, in modo da garantire alle persone fragili che hanno perso la vista, autonomia, indipendenza e una buona qualità di vita”.

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