Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia Onlus): «La prevenzione deve durare tutto l’anno»

La Settimana Mondiale del Glaucoma rappresenta un momento fondamentale per ricordare a tutti che anche malattie capaci di togliere la vista e rendere ciechi possono essere contenute e curate grazie ad una diagnosi precoce.

Per questo motivo IAPB Italia Onlus, anche quest’anno, è in prima linea con una campagna di sensibilizzazione volta a promuovere la conoscenza di questa malattia fra i cittadini e di come poterla affrontare prima che sia troppo tardi.

Il glaucoma danneggia irreparabilmente la vista e lo fa, all’inizio, in maniera asintomatica. Molte persone non si rendono conto che il loro campo visivo si sta riducendo impercettibilmente ogni giorno. Ecco perché la visita dal Medico Oculista è fondamentale: può fermare la malattia prima che infligga danni irreparabili.

Ma che cos’è il glaucoma?

Il glaucoma è una malattia oculare correlata generalmente a una pressione dell’occhio troppo elevata. Secondo l’OMS ne sono affette circa 64 milioni di persone nel mondo. Si tratta della seconda causa di cecità a livello planetario dopo la cataratta, ma è la prima a carattere irreversibile.

In condizioni normali all’interno dell’occhio è presente un liquido (umore acqueo) che viene continuamente prodotto e riassorbito. Pertanto, l’occhio si può paragonare a un piccolo serbatoio con un rubinetto e una via di deflusso sempre aperti. Se quest’ultima è però ostruita si avrà un aumento di pressione all’interno del serbatoio ovvero una maggiore pressione intraoculare.

Se la pressione è troppo elevata a lungo andare il bulbo oculare si danneggia a livello della testa del nervo ottico ( si evidenzia, quindi, un aumento dell’escavazione fisiologica della papilla). Dato che si tratta di danni irreversibili, è fondamentale evitarli mediante un’opportuna terapia.

Le immagini vengono trasmesse dalla retina al cervello tramite il nervo ottico, che si può paragonare a un cavo elettrico contenente milioni di fili. Ciascuno di essi trasporta le immagini relative a una parte del campo visivo: le traduzioni di questi segnali bioelettrici vanno a costituire l’immagine nella sua interezza.

Tuttavia, l’aumento della pressione danneggia irreparabilmente le fibre nervose  che trasportano il segnale bioelettrico; dunque, è come se si logorassero. Inizialmente il danno colpisce i “fili” che trasportano le immagini relative alla periferia del campo visivo: chi è malato continua a vedere l’oggetto che fissa, ma non si accorge che l’area visiva periferica si sta riducendo progressivamente (con perdita della visione laterale). Da ultimo vengono lesi anche i “fili” che provengono da quella zona della retina con cui si fissano gli oggetti (macula) e, se il glaucoma non viene trattato con successo, si riduce l’acuità visiva fino alla cecità completa.

Esistono due tipologie di glaucoma:

  • glaucoma cronico ad angolo aperto: è la forma più frequente di glaucoma (circa l’80% dei casi). Si verifica in seguito a un ostacolo che incontra l’umor acqueo nel defluire. Si sviluppa lentamente e in genere non dà sintomi, per cui ci si può rendere conto di essere malati solo quando il danno al nervo ottico è già giunto a uno stadio avanzato; dunque, è opportuno sottoporsi a check-up oculistici periodici: una volta ogni due anni dopo i 40, una volta all’anno dopo i 60.
  • glaucoma acuto ad angolo chiuso: l’iride può chiudere improvvisamente lo “scarico” (occlusione dell’angolo irido-corneale), causando un rapido aumento della pressione intraoculare nel caso della forma detta ad “angolo stretto” (che colpisce circa il 10% dei glaucomatosi, nel 70% dei casi di sesso femminile). Quest’improvviso incremento pressorio, chiamato attacco acuto di glaucoma, è molto grave: se non curato tempestivamente può portare a cecità in breve tempo. Il glaucoma acuto si accompagna all’insorgenza di un dolore forte e repentino all’occhio che si può estendere allo stesso lato della testa con l’aggiunta di sintomi come nausea, vomito, riduzione della vista, occhio rosso, lacrimazione e pupilla semi-dilatata. In presenza di questi sintomi bisogna recarsi tempestivamente al pronto soccorso oculistico o dal proprio oculista.

L’oculista prima di procedere con la visita vera e propria dovrà inoltre raccogliere i dati anamnestici del paziente, per venire a conoscenza subito dei suoi disturbi e indagare se ci sono casi di glaucoma in famiglia (l’ereditarietà è un fattore importante nell’ eziopatogenesi della malattia glaucomatosa).

Nel corso della visita i parametri che devono essere controllati sono essenzialmente:

  • la pressione dell’occhio (pressione intraoculare). Con il tonometro può essere valutata la pressione all’interno del bulbo oculare in modo da individuare tempestivamente un suo eventuale aumento;
  • l’aspetto del nervo ottico. Con l’oftalmoscopio il nervo ottico può essere osservato direttamente dallo specialista, durante l’esame del fondo oculare: nel caso del glaucoma si evidenzia un aumento della cosiddetta escavazione papillare;
  • il campo visivo (esame: perimetria computerizzata). È un metodo d’indagine con cui si misura la sensibilità delle diverse zone della retina. Permette d’identificare eventuali danni provocati dal glaucoma e di valutare l’efficacia della terapia. Secondo alcune stime il glaucoma colpisce il 3,54% delle persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni;
  • valutazione del disco ottico. Per avere una valutazione completa del disco ottico, si possono eseguire diverse indagini strumentali, quali: HRT, GDx e OCT. Si tratta di esami semplici da effettuare (non invasivi) che consentono uno studio dettagliato del disco ottico e dello strato delle fibre nervose retiniche (RNFL).

L’unico modo per effettuare una diagnosi precoce di glaucoma è sottoporsi a una visita oculistica completa.

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