Aprile 2022 - EyesON

Cornea, trapiantando solo la parte malata meno rigetti e complicanze

Negli ultimi 20-30 anni è cambiato moltissimo nei trapianti di cornea. I trapianti lamellari rappresentano la principale innovazione: prima qualunque fosse la patologia corneale si sostituiva tutta la cornea, invece ora siamo in grado di sostituire solo gli strati malati.

Il vantaggio del trapianto cosiddetto lamellare è che si riduce il rischio di rigetto, ed in alcuni casi i trapianti adesso possono durare per sempre.

Le procedure vengono eseguite ad occhio chiuso, quindi sono molto più sicure e le complicanze, sia intra che post operatorie, sono decisamente inferiori. A spiegarlo è il Prof. Vincenzo Scorcia, Professore Ordinario e Direttore dell’Unità Operativa di Oculistica e della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro.

Una patologia della cornea per la quale i trapianti lamellari di cornea possono essere un’alternativa valida è il cheratocono. “Oggi vi sono terapie efficaci che rendono decisamente meno impotenti di fronte a questa patologia. Terapie – prosegue il Prof. Scorcia – che ne bloccano la progressione: si riesce a fermare la malattia negli stadi iniziali, evitando che possa progredire nelle forme più avanzate. Si è più bravi anche a curarla: da una parte con le correzioni ottiche, o con i trapianti lamellari, che possono dare ottime alternative e soluzioni”.

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Ipovisione, la presa in carico del bambino è multidisciplinare
Il Prof. Luca Buzzonetti (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma): “Sono necessarie strutture che prevedano diverse figure professionali, dall’oculista, al tiflologo, fino allo psicologo”

Diversi gradi caratterizzano l’ipovisione nei bambini.
Ci sono quelli che vedono poco, e sono dotati magari del 20-30% della capacità visiva normale, coloro che vedono solo ombre, e infine i bimbi che non vedono nulla, tutto buio.

Oggi vi è la possibilità di supportare, sostenere e accompagnare bambini e ragazzi con ipovisione nel loro percorso di vita, e favorire le loro possibilità di relazioni sociali con degli ambulatori multidisciplinari.

L’Ospedale Bambino Gesù di Roma ne ha proprio uno dedicato all’ipovisione e alla riabilitazione visiva, a cui partecipano diversi specialisti: l’oculista ha sicuramente la parte minore, ma c’è lo psicologo, il tiflologo, che aiuta le persone con disabilità visive nel loro percorso di educazione e istruzione.

A descriverne il funzionamento è il Prof. Luca Buzzonetti, Primario di Oculistica dell’Ospedale Pediatrico IRCCS “Bambino Gesù” di Roma. “Si tratta di una struttura che insegna al bambino ad utilizzare al massimo le capacità che ha, e gli consente di avere una buona autonomia, che certo va sostenuta dal tessuto sociale di riferimento”.

Limiti di intervento e di trattamento esistono per l’esperto, ma in ogni caso il miglior intervento dal punto di vista clinico fallisce, di fatto, se il bimbo quando sta in famiglia e va a scuola, non ha gli strumenti per relazionarsi al meglio.

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Le Banche degli Occhi: donare per ricevere
Intervista doppia alla Dott.ssa Paola Bonci (Banca degli Occhi Emilia Romagna) ed alla Dott.ssa Rossella Colabelli Gisoldi (Banca degli Occhi Lazio)

Cosa sono le Banche degli occhi? Come funzionano? Qual è l’iter da seguire per la donazione delle Cornee?

La Dott.ssa Paola Bonci, Responsabile Banca delle Cornee dell’Emilia Romagna e la Dott.ssa Rossella Colabelli Gisoldi, Banca degli Occhi, Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata di Roma rispondono a tutte le domande e curiosità relative all’importanza e al ruolo sociale della donazione delle cornee.

Le Banche degli Occhi nascono con la finalità di raccogliere, processare, conservare e distribuire i tessuti oculari a scopo di trapianto. Il loro ruolo è fondamentale, in quanto certificano la sicurezza e la qualità del tessuto fornito.

Le Banche degli Occhi operano nell’ambito del Sistema Nazionale Trapianti in coordinamento con i Centri Interregionali e Regionali per i Trapianti.

In epoca Covid il calo delle donazioni è stato quantificato tra il 20% e il 30%, e questo calo delle donazioni ha avuto un effetto rebound anche sul calo del numero di trapianti di cornea.

“Va ribadito – spiegano la Dott.ssa Bonci e la Dott.ssa Colabelli Gisoldi – che donare una cornea è sicuro, e la stessa sicurezza vi è sia per il donatore, che per il ricevente”.

Occorre investire, auspicano le due Dottoresse, in una doverosa e massiccia campagna di informazione e sensibilizzazione, promossa da SIBO ed estesa a tutti gli attori istituzionali sul campo, relativa all’importanza della donazione, facendo leva sul concetto di donare per ricevere, per rendere sempre più consapevoli i cittadini che la donazione è un procedimento sicuro ed è un gesto di solidarietà che può salvare la vista a tante persone.

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Cheratocono, con la tecnica del crosslinking si previene il deterioramento della vista
Il Prof. Cosimo Mazzotta (Università di Siena): “Malattia degli adolescenti, la diagnosi precoce può fare la differenza”

Non più una malattia rara, ma con un’incidenza che si attesta a due casi per mille abitanti. Una patologia dei giovani che, investendo soprattutto sulla diagnosi precoce, può essere trattata e curata, e per la quale sono stati raggiunti negli ultimi anni importanti traguardi.

Il Prof. Cosimo Mazzotta, Professore Associato in Malattie dell’apparato visivo, Specialista convenzionato unità dipartimentale di oculistica AUSL Toscana Sudest, Professore a contratto Università di Siena e Direttore del Siena Crosslinking Center, spiega che riguardo il cheratocono, che colpisce in modo specifico in età puberale, quindi in adolescenza “la diagnosi precoce è importante, ed occorre indirizzare il paziente da una diagnostica Low Tech, che è quella dell’optometria, a una diagnostica High tech come la tomografia della cornea. Inoltre – prosegue – se in precedenza il cheratocono era la prima causa di trapianto di cornea, ora si attesta al 50%, anche grazie alla tecnica del crosslinking: il rafforzamento della struttura della cornea, attraverso l’azione combinata della vitamina b2 e della luce ultravioletta.

È un trattamento mininvasivo, ben sopportato anche da bambini e ragazzi, e previene il deterioramento visivo”.

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Crosslinking, oggi la procedura è accelerata
L’intervento del Prof. Cosimo Mazzotta, Direttore del Siena Crosslinking Center

Oggi il crosslinking è accelerato: ciò che qualche anno fa veniva effettuato in un’ora oggi viene fatto in soli 20 minuti.
Questo rende la procedura in qualche modo più confortevole per il paziente e contribuisce a ridurre le liste d’attesa: il tutto con immutata sicurezza ed efficacia.[…]

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Bambini e occhi: quando effettuare la prima visita oculistica
Il Prof. Luca Buzzonetti (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma): “La diagnosi precoce è importantissima, sia per correggere i difetti della vista che per la cura delle patologie congenite”

Qual è l’età giusta per la prima visita oculistica di un bambino? “La prima visita oculistica si esegue all’età di tre anni. Prima di questa età”, spiega il Prof. Luca Buzzonetti, Primario di Oculistica dell’Ospedale Pediatrico IRCCS “Bambino Gesù” di Roma, “nel corso dei bilanci di salute è compito del pediatra effettuare degli screening generali per individuare eventuali situazioni a rischio. Il timing di questi controlli è: alla nascita, entro il primo anno del bambino, e poi a tre anni. Dai tre anni, se non ci sono problematiche particolari, bisogna comunque effettuare un controllo da parte del pediatra ogni due anni”.

“Ci sono due categorie di patologie” prosegue Buzzonetti: “quelle cosiddette congenite, come la cataratta congenita, per cui la diagnosi precoce è fondamentale per poter intervenire nel più breve tempo possibile, ed aumentare al massimo le possibilità di recupero nel neonato.
Anche nella seconda categoria, quella dei difetti della vista, come l’ipermetropia, l’astigmatismo, la miopia, è importante la diagnosi precoce, perché ad esempio nel caso dell’ambliopia (occhio pigro), se riconosciuta prima degli 8 anni, si riesce ad intervenire con supporti ottici e far recuperare la capacità visiva”.

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Sensibilizzare i giovani sulla disabilità visiva: a Milano un laboratorio multisensoriale per mettersi nei panni dei non vedenti

Sensibilizzare i giovani sulla disabilità visiva, in particolare permettendo loro di mettersi nei panni di una persona priva del senso della vista e spingendoli quindi ad attivare altre percezioni per relazionarsi con lo spazio e le persone.

Questo l’obiettivo di un laboratorio, che si è tenuto nella sede milanese di CBM Italia, organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità nel Sud del mondo e in Italia – che vede coinvolti 13 ragazze e ragazzi in un workshop multisensoriale condotto dalla storica dell’arte Selene Carboni, specializzata in educazione tattile per non vedenti.

Per mezzo di attività pratiche come camminare al buio, manipolare la creta e ricreare opere famose in tableau vivant (quadri viventi), i ragazzi potranno scoprire, in quella che è solo la prima di più tappe, una nuova e potente modalità di comunicazione basata sull’esperienza diretta e sul fondamentale senso del tatto.

Il laboratorio è un modo concreto per interpretare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, nell’ambito del progetto “Sono inclusivo” di Cbm e Son.

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Occhi delle donne più a rischio: diagnosi e trattamento precoce le soluzioni
Negli USA aprile è il mese dedicato alla prevenzione delle patologie oculari nelle donne

Dopo i 50 anni, sono le donne a soffrire di occhio secco in percentuale doppia rispetto agli uomini. Stando a dati Usa, poi, il 65% delle persone negli Stati Uniti con degenerazione maculare legata all’età sono donne, il 61% delle persone con la cataratta sono donne e il 67% delle persone con glaucoma, ancora una volta, sono donne. A porre l’attenzione sulle differenze di genere è l’associazione senza scopo di lucro Prevent Blindness che ha definito aprile il mese dedicato alla salute degli occhi delle donne.

La medicina di genere sta diventando un argomento di grande attenzione non solo a livello informativo, ma anche nel mondo della Scienza per alcune evidenze che non possono essere più trascurate. Nell’ambito del mese, Prevent Blindness presenterà un nuovo video, “Diabete, perdita della vista e benessere mentale”. Ma non solo: tra i temi affrontati vi sarà anche quello della ricerca, delle disuguaglianze nell’accesso alle cure oculistiche e dell’impatto della perdita della vista sulla salute mentale.

“La diagnosi e il trattamento precoci – spiega Jeff Todd, presidente e Ceo di Prevent Blindness – possono prevenire o ridurre la gravità della perdita permanente della vista dovuta a molte malattie e condizioni oculari. Ecco perché è così importante per le donne fare della propria salute degli occhi una priorità per evitare problemi di vista prevenibili”.

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Staminali, un “salvagente” per la cornea
Approfondimento del Professor Emilio Pedrotti, responsabile del Centro di patologia corneale e superficie oculare dell’Università di Verona

Sull’utilizzo delle cellule staminali l’oculistica la fa da padrona insieme all’ematologia nella reale applicazione clinica.

“Nell’occhio in particolare – spiega il Prof. Emilio Pedrotti, docente e responsabile del Centro di patologia corneale e della superficie oculare dell’Università di Veronale staminali si trovano nella periferia della cornea e sono come un “salvagente” che salva la cornea stessa, in particolare l’epitelio corneale. Quelle che si trovano nei due occhi sono generalmente uguali. In caso di problemi bilaterali, in persone a cui manca la vista, c’è poi anche la possibilità di prendere le staminali da un donatore consanguineo, un fratello in particolare che è quello col corredo genetico più simile”.

Si è in grado di curare così malattie dei bambini come l’aniridia, una patologia genetica rara che colpisce l’occhio, caratterizzata dalla formazione incompleta dell’iride (la parte colorata dell’occhio che circonda la pupilla).

L’occhio poi, ricorda l’esperto, è stato il primo terreno di applicazione del laser nella pratica clinica medica. Quelli di ultima generazione danno molta sicurezza, sono impiegati per diverse patologie: una cosa forse meno nota è che sono utili, accettando alcuni compromessi, anche per la presbiopia.

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Le lenti Camellens, una piattaforma al servizio del paziente

Si tratta di un prodotto di nicchia, che potrebbe creare apparentemente problemi, ma che può invece risolverli se adoperata bene

Un buon sonno fa bene anche agli occhi

Uno studio sui topi dimostra come la privazione del riposo danneggia le cellule staminali della cornea

Un riposo notturno scarso sia come qualità che come quantità può influenzare gli occhi

Tecnica SMILE, i difetti di vista si correggono con un “bisturi-luce”

Per il trattamento dei difetti di vista vi sono oggi laser che lavorano nello spessore della cornea

La cataratta si può operare anche con il laser

Fa il punto il Prof. Leonardo Mastropasqua, Presidente della Società Italiana Trapianto di Cornea

Alla domanda gli specialisti rispondono che è anche utilizzata questa metodica

Mascherina ed occhiali appannati fanno crescere la richiesta di chirurgia laser

È aumentata in maniera imprevista la domanda di interventi per correggere i difetti di vista

Puntatori laser, i potenziali rischi per gli occhi

Fa il punto il Dott. Marco Tavolato, primario di Oculistica di Chioggia (VE)

Due sono le parole d’ordine: prudenza e attenzione

Un sacco a pelo hi-tech per gli occhi degli astronauti

Lo Spazio rimodella i bulbi oculari creando temporanei problemi di vista

Sans, la sindrome neuro-oculare associata al volo spaziale

Il canestro di Jules, una ragazza non vedente, fa esplodere di gioia l’intera palestra e diventa virale

Non avrebbe forse mai immaginato di realizzare un canestro che creasse così tanta eccitazione, nel campo in cui si trovava e sul web. Eppure Jules Hoogland, studentessa non vedente di 17 anni in forze alla Zeeland East High School nel Michigan, ha fatto esplodere un’intera palestra con le sue abilità nel basket.

Poca distanza dal canestro, palestra gremita di 2.500 persone, che è diventata silenziosa nel momento di massima concentrazione per la giocatrice. Dopo alcuni tocchi, Jules ha finalmente tirato e i fan all’interno della palestra si sono scatenati, urlando e facendo il tifo per lei.

“Mi sentivo come se tutti mi fissassero – ha spiegato la ragazza a FOX 17 – ma non riuscivo a vederli quindi andava bene”.
La ragazza nel video dietro di lei è Ally Guffey. “Lei è il mio sguardo sul campo – aggiunge Jules – perché non ho il mio bastone, quindi devo riporre la mia fiducia in lei per assicurarmi che non mi lasci colpire dai palloni, e lei mi guida nella giusta direzione”.

Il video della ragazza che segna un canestro durante la partita contro lo Zeeland West nel Michigan questa settimana è diventato poi virale sul web con 3,2 milioni di visualizzazioni.

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L’intervento è nell’ambito di uno studio multicentrico che coinvolge Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e Italia

Una retina artificiale per la maculopatia degenerativa

La parola al Dott. Marco Andrea Pileri, che ha eseguito l’intervento

Impiantata per la prima volta in Italia una retina artificiale ad un paziente affetto da degenerazione maculare senile

Ricostituito il Comitato Tecnico Nazionale per la Prevenzione della Cecità e dell’Ipovisione

La ricostituzione del Comitato conferma che le attività di Prevenzione della Cecità e dell’Ipovisione sono motivo di attenzione particolare dell’attività di Governo

Il glaucoma non compromette la funzione cognitiva

Una ricerca americana ha stabilito che qualsiasi associazione tra le due potrebbe essere debole o del tutto assente

Perlomeno fino al punto in cui la malattia non compromette in maniera molto importante la vista

Malattie degli occhi nei neonati e bimbi piccoli, il percorso a tappe della prevenzione

Il Prof. Giorgio Marchini (Università di Verona): “Servono centri dedicati e controlli oltre che alla nascita a 2-3 anni”

Il mio bambino sarà in salute? È questa la domanda che ogni futuro genitore si pone al momento dell’approssimarsi della nascita del figlio

È sempre più ‘epide-miopia’ tra i bambini

Complici gli stili di vita, la vista dei giovanissimi è a rischio

La miopia è sempre più diffusa tra bambini e adolescenti, al punto che si parla di "epide-miopia"

Donare la propria voce per un Audiolibro

Al Salone del Libro di Torino l’iniziativa dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI)

L’invito a donare la propria voce per degli audiolibri, per regalare il piacere della lettura a chi non vede

Malattie retiniche: torna “Vista In Salute”, la Campagna dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia Onlus)

A Maggio tappa in Sardegna e Liguria

Un tir hi-tech dotato di quattro ambulatori, in cui saranno effettuati controlli gratuiti su glaucoma, retinopatia diabetica, maculopatie

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