Dicembre 2021 - EyesON

Sport invernali e occhi, in valigia casco con visiera e lacrime artificiali
Le indicazioni del Prof. Bernardo Billi, Fondazione G.B. Bietti

Vacanze sulla neve: per chi le sceglie in valigia non possono mancare gli scii, i doposcì, le tute, ma accanto a questi oggetti anche le lacrime artificiali, caschi magari di ultima generazione, provvisti di schermi in forma di visiere o con spazi su cui inserire gli occhiali che possono limitare l’azione nociva degli agenti esterni, e gli occhiali stessi, meglio se con filtro specchiati/polarizzati.

Così, oltre a praticare sport, si proteggeranno gli occhi da neve, vento e raggi Uv.

EyesON ha realizzato un approfondimento sul tema, rivolgendo alcune domande al Prof. Bernardo Billi, IRCCS Fondazione G.B. Bietti di Roma.

I caschi utilizzati per praticare gli sport invernali sono utili anche per proteggere gli occhi?
Da qualche anno l’uso del casco sta diventando sempre più parte integrante del corredo degli sciatori. Infatti, questi ultimi, oltre a proteggere da urti e cadute costituiscono uno schermo anche per gli occhi. Gli ultimi modelli sono provvisti di schermi in forma di visiere o contenenti appositi spazi su cui inserire gli occhiali che possono limitare l’azione nociva degli agenti esterni: neve, vento, raggi UV.

Come proteggersi dal sole e come difendersi dai raggi UVA mentre si praticano gli sport invernali come lo sci?
Le radiazioni solari e in particolare i raggi UV sono radiazioni non visibili, proprio per questo particolarmente dannosi per il nostro organismo. Oltre alle ben note lesioni cutanee, sono evidenti danni oculari soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Tali danni sono costantemente presenti in alta quota in quanto la neve e il ghiaccio provocano un elevato indice di riflessione dei raggi solari, determinando irritazioni su ogni superficie oculare (cornea, cristallino ed anche retina).
Secondo un ordine anatomico potremmo descrivere gli effetti patologici a partire da congiuntiva e cornea: subiscono processi irritativi sotto forma di congiuntiviti e cheratopatie superficiali. Il cristallino subisce una progressiva opacizzazione con conseguente sviluppo di una cataratta.
La retina subisce fenomeni edematosi localizzati nella porzione centrale della macula con grave danno dei fotorecettori. Tutto questo naturalmente per chi si espone per lunghi periodi di tempo e in maniera continuativa.

Può dare ai nostri lettori qualche consiglio utile per la cura degli occhi da tenere sempre a mente quando si praticano gli sport invernali?
L’ambiente montano nel quale è presente una marcata diminuzione dell’ossigeno e diffusa secchezza dell’aria sono costantemente presenti stimoli irritativi a livello oculare. Per evitare tali problematiche è necessario utilizzare lacrime artificiali in forma di gocce o gel, la cui composizione chimica contiene: acqua, carboidrati, lipidi, elettroliti e proteine. Particolare attenzione va attribuita ai soggetti allergici che possono risultare meno sensibili alle semplici lacrime e pertanto vanno trattati con colliri antistaminici capaci di ridurre la flogosi e ridurre la sintomatologia notata dallo sciatore.
Infine, si potrà far uso di antibiotici ad ampio spettro solo nei casi più gravi affetti da cheratopatie superficiali.

Esistono occhiali da sole o filtri particolarmente idonei a proteggere i nostri occhi sui campi da sci?
Risulta necessaria una attenta scelta degli occhiali capaci di costituire un filtro protettivo dei raggi UV. Va sottolineato come i filtri azzurro blu sono da evitare perché non arrestano le radiazioni blu-viola, diventando particolarmente dannosi per il cristallino e la macula; i filtri grigio marrone assicurano un ottimo assorbimento delle radiazioni in una percentuale dell’85%, ma soprattutto non alterano la percezione dei colori e sono indicate nelle giornate soleggiate. Infine, i filtri specchiati/polarizzati risultano i più protettivi, i più usati in alta quota perché permettono una ottima visione e minimi disturbi di abbagliamento.

Leggi anche

L’intervento di cataratta, mininvasivo e sicuro

La Dottoressa Maria Trinchi (Ospedale San Carlo, Roma): “La visione si riacquista in poco tempo”

Rientro a scuola: come proteggere gli occhi davanti al pc

La distanza e la posizione dello schermo sono importanti

Glaucoma, il rischio aumenta se si sviluppano presto diabete o pressione alta

Diabete e pressione alta, specie se si manifestano in giovane età, possono essere campanelli d’allarme da non trascurare anche per la salute degli occhi

La prevenzione non va in vacanza

La campagna di IAPB Italia onlus per proteggere gli occhi al mare e in montagna

Mare o montagna, proteggi i tuoi occhi e goditi i più bei panorami dell’estate

Uveite, una malattia complessa per cui è meglio preferire centri specializzati

L’intervento della Prof.ssa Elisabetta Miserocchi (Università Vita Salute, San Raffaele, Milano)

La diagnosi di uveite è estremamente complessa da fare

Chirurgia refrattiva, lo scopo è raggiungere l’autonomia visiva

Intervista al Prof. Giovanni Alessio, Vice Presidente vicario dell’Associazione Italiana di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva (AICCER)

La chirurgia refrattiva ha come scopo quello di correggere i difetti di vista, qualcosa che è molto più complesso di ciò che si potrebbe aspettare

Proteggere gli occhi in vacanza

Le indicazioni del Prof. Vincenzo Orfeo (Associazione Italiana di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva – AICCER)

Come possiamo prenderci cura dei nostri occhi dall’acqua salata del mare o dall’esposizione prolungata al sole

Le lenti Camellens, una piattaforma al servizio del paziente

Si tratta di un prodotto di nicchia, che potrebbe creare apparentemente problemi, ma che può invece risolverli se adoperata bene

TFOS, un punto di riferimento per gli specialisti anche durante la pandemia

Intervista ad Amy Gallant Sullivan, Direttore Esecutivo della Tear Film & Ocular Surface Society, su obiettivi e contenuti del prossimo Workshop in programma a Taormina (ME)

TFOS è leader mondiale nella ricerca e nell’istruzione in materia di salute degli occhi e lavora insieme ai professionisti sanitari di tutto il mondo

Vacanze in montagna, gli occhi dei bambini vanno sempre protetti
I consigli del Prof. Francesco Bozzoni Pantaleoni (Ospedale San Filippo Neri, Roma) per prevenire fastidi e disturbi oculari

Tempo trascorso sulla neve? Attenzione ai raggi U.V., non bisogna lasciarsi ingannare anche se la giornata è nuvolosa. Il riverbero legato alla luce solare c’è sempre. Importante è non dimenticare che anche i bambini vanno protetti. Spesso sono quelli più difficili da convincere e più indisciplinati, ma è fondamentale che indossino occhiali leggeri e resistenti agli urti.
A fare il punto con EyesON è il Prof. Francesco Bozzoni Pantaleoni, Direttore di Oculistica Ospedale San Filippo Neri di Roma.

Aria aperta, neve, campi da sci… Ambiente ospitale o negativo per chi soffre di alterazioni del film lacrimale?
Stare al sole e praticare attività sportive in montagna è molto gradevole. Tuttavia occorre ricordare che l’esposizione al freddo, vento e sole, i cui effetti sono amplificati dal riverbero dei raggi luminosi sulla neve, produce alterazioni talvolta molto fastidiose e serie a livello oculare. Questo diviene ancora più evidente nel caso in cui sia concomitante anche una alterazione del film lacrimale. L’esposizione eccessiva ai raggi U.V. provoca principalmente delle infiammazioni oculari di superficie (cherato-congiuntiviti attiniche) simili a quelle dei saldatori, molto fastidiose, dolorose ed invalidanti.

Come rimediare?
I rimedi principali sono la protezione con occhiali da sole o meglio con mascherine da sci dotate di filtro per raggi U.V. e l’instillazione regolare di sostituti lacrimali.

Miopia: negli sport invernali è consigliato l’utilizzo di lenti a contatto o di occhiali?
L’uso delle lenti a contatto durante l’attività sportiva in generale e negli sport invernali in particolare è da preferire agli occhiali, perché consente una migliore qualità visiva e una riduzione delle lesioni da traumi diretti, che possono essere causate dall’uso degli occhiali.
Le lenti corneali oltre ad essere più pratiche e sicure, permettono di ampliare l’estensione del campo visivo, condizione molto importante nella attività sportiva sulla neve.

Le lenti a contatto giornaliere sono da preferire e perché?
Le lenti corneali giornaliere “disposable one day” consentono un minore rischio di infezioni, minore effetto allergizzante e maggiore praticità d’uso.
È necessario rammentare che con le lenti corneali la parte protetta dai raggi U.V. non è la totalità dell’occhio, ma esclusivamente la superficie corneale. Pertanto durante la pratica sportiva invernale vanno sempre abbinate all’uso di occhiali da sole o meglio da mascherine da sci che abbiano un elevato assorbimento delle radiazioni U.V. sia A che B.
Indispensabile associare l’instillazione regolare di un sostituto lacrimale. In commercio ne esistono con azione schermante e protettiva dalle radiazioni U.V. compatibili anche con le lenti corneali.

Quali consigli può darci per proteggere al meglio i nostri occhi durante gli sport invernali?
Eccone alcuni:

  • Non sottovalutare mai i possibili effetti dannosi sulla salute degli occhi da parte delle radiazioni U.V. anche nelle giornate nuvolose senza sole. Il riverbero c’è sempre.
  • Indossare sempre occhiali da sole, meglio se polarizzati e con trattamento anti U.V. resistenti agli urti e con marchio certificato CE.
  • Utile, specie per chi presenta anche delle alterazioni del film lacrimale (occhio secco), instillare frequentemente lacrime artificiali.
  • I bambini sono più vulnerabili degli adulti e talora più indisciplinati. Devono proteggere anche loro gli occhi costantemente dal sole con occhiali leggeri e particolarmente resistenti agli urti.
  • Le mascherine da sci sono sempre da preferire perché consentono una protezione completa da freddo, vento e sole.

Petardi, botti e problemi agli occhi, i più colpiti sono gli adulti
L’esperienza del Dott. Antonino Pioppo, Ospedale Civico di Palermo

Fuochi pirotecnici, petardi, botti: ogni anno durante le Feste alcune scene si ripetono. Qualcosa magari va storto e ci si ritrova a dover correre in ospedale per urgenze che riguardano gli occhi. Succede anche a Palermo, da dove ci racconta qualche aneddoto e la sua esperienza il Dott. Antonino Pioppo, Direttore della U.O.C dell’Ospedale ARNAS Civico di Palermo, unica Struttura con un Pronto Soccorso Oculistico H24.

Il Dott. Pioppo racconta ad EyesON di aver salvato la vista, qualche anno fa, a un bimbo con un occhio gravemente ferito con un corpo estraneo metallico. L’invito dello specialista, per il quale tali prodotti andrebbero vietati, è perlomeno a non acquistarne di illegali. Nel mirino per quanto riguarda i soggetti più colpiti vi sono gli adulti.

Nonostante il Covid, sembra che gli italiani in questo periodo natalizio non vogliano rinunciare ad utilizzare botti, petardi e fuochi, aumentando il rischio di incidenti agli occhi. Ci conferma che è così?
L’uso di botti, petardi e fuochi d’artificio dovrebbero essere vietati per Legge. Invece la limitazione all’uso dei botti è affidata alle ordinanze dei Sindaci.
Per quanto riguarda la mia lunga esperienza nella città di Palermo ho constatato una riduzione degli incidenti dopo l’ordinanza del Sindaco che ne vieta l’uso, ma non la scomparsa.
Purtroppo, gli incidenti continuano ad esserci ed a procurare gravi danni agli occhi fino alla perdita della vista, come capita di registrare ancora ogni anno.

Chi sono i più colpiti e a rischio: i bambini o gli adulti, entusiasti di dimostrare la loro “abilità pirotecnica”?
Gli adulti sono sicuramente più colpiti. Questo perché capaci di procurarsi botti e fuochi d’artificio illegali e dunque più pericolosi per la loro scarsa qualità.

Ha un episodio curioso da raccontarci accaduto presso il suo Ospedale?
Il 31 dicembre di 4 anni fa fui contattato dal Pronto Soccorso generale per una consulenza. Mi ritrovai davanti un bambino che aveva perso tre falangi delle dita, il viso trasformato in una maschera di sangue ed un occhio gravemente ferito con un corpo estraneo metallico conficcato nella sclera.
Non piangeva, perché sapeva di avere disubbidito ai genitori lì presenti in Ospedale.

Cosa successe allora?
Fui costretto ad operarlo in una sala operatoria non oculistica con attrezzature di fortuna. Nell’attesa che il chirurgo della mano completasse il suo lavoro, feci portare il mio microscopio operatorio in sala. Ma al momento di operare non si accese.
Che fare? C’era un bambino da aiutare.
Senza perdermi d’animo e senza creare panico all’equipe, mi adattai ad operare con una luce ausiliaria esterna, riuscendo comunque a togliere il corpo estraneo metallico dalla sclera di quell’occhio incidentato, salvando la vista allo sfortunato bambino.
Fu la ricompensa più bella per la notte insonne.

Come organizza il reparto di Oculistica in questo periodo? C’è bisogno di incrementare?
Il reparto dell’ARNAS Civico di Palermo ha la guardia oculistica attiva 24 ore su 24. Nel caso di urgenze chirurgiche si attiva in regime di pronta disponibilità tutto il personale di sala operatoria: 2 oculisti, infermieri ed anestesista. Dunque, siamo sempre pronti ad intervenire, utilizzando il personale di reparto, già educato ed abituato a queste emergenze ed al lavoro di equipe.

Cosa raccomanda a chi stapperà la bottiglia il 31 dicembre e utilizzerà botti e fuochi per i festeggiamenti?
Stappare una bottiglia di spumante per festeggiare l’anno nuovo o qualsiasi altra ricorrenza è consuetudine di tutti.
Per evitare che una festa si trasformi in tragedia, però, basta avere la accortezza di rivolgere il tappo della bottiglia sempre verso l’alto e mai verso le persone. Il tappo di champagne, se colpisce un occhio, determina delle lesioni importanti che possono provocare patologie “più semplici”, quali una cataratta traumatica o una ferita corneale, ma anche un distacco di retina, un’emorragia interna.
Nei casi più gravi, per la velocità ed intensità del trauma, si può produrre la rottura del bulbo con gravi ripercussioni sulla vista e, in qualche caso particolarmente sfortunato, anche la perdita totale della capacità visiva immediata ed irreversibile.

Ed allora che pillola di saggezza può regalarci?
Evitiamo di usare botti illegali che, ripeto, sono sicuramente di scarsa qualità; se proprio non se ne può fare a meno, usiamo quelli legali, tenendo lontani i bambini.
Soprattutto, in caso di mancata accensione, evitiamo di tentare di riaccenderli per non avere il rischio “concreto” che scoppi tra le mani, così come successe al bambino che operai qualche anno fa, con danni gravi e spesso irreparabili.

Dal tappo di spumante ai fuochi pirotecnici, tutte le insidie delle feste
L’esperienza del Prof. Ciro Tamburrelli e dell’Ospedale Oftalmico di Roma

Anche stappare uno spumante durante le cene e i pranzi delle Feste può fare male agli occhi. Per non parlare dei vetri della bottiglia che sfugge dalle mani e che possono frantumarsi in mille schegge. Ed anche i botti di Capodanno ed i fuochi pirotecnici, a cui gli italiani, specie al Sud Italia ma non solo, sono affezionati, possono fare dei danni importanti.

Si avvicina il Natale e come ogni anno (anche in tempi di pandemia) aumenta il rischio di incidenti agli occhi.

A fare il punto è il Prof. Ciro Tamburrelli, Direttore Dipartimento di Oculistica e rete oftalmologica, Ospedale Oftalmico di Roma.

Gli italiani nel periodo natalizio, nonostante il Covid, non sembra vogliano rinunciare a botti e fuochi pirotecnici, e a bottiglie da stappare nei vari festeggiamenti. Ci conferma che questa consuetudine è direttamente proporzionale ad un aumento di infortuni agli occhi?
Si certo. Dieci anni fa era sicuramente più frequente, ma ancora oggi abbiamo incidenti da festeggiamenti. Alcuni banali, altri decisamente più gravi. Oggi sono più frequenti i traumi contusivi da tappo di spumante o prosecco.
I “botti” a Roma sono meno frequenti. Anche i famosi fuochi pirotecnici possono dare problemi seri (pensiamo a Napoli…). Tipica è la verifica, soprattutto da parte dei papà del perchè un fuoco non ha funzionato; poi questo parte improvvisamente … magari con ritardo, ma parte.

Chi sono i più colpiti e a rischio: i bambini o gli adulti, entusiasti di dimostrare la loro “abilità pirotecnica”?
Come dicevo prima soprattutto i papà che controllano i “malfunzionamenti”.

Ha un episodio curioso da raccontarci accaduto presso il suo Ospedale?
Sì, non dimenticherò mai quando una mamma di una provincia non laziale portò d’urgenza il suo piccolo di un anno, che a mala pena riusciva a camminare, e che la sera di Natale, incuriosito da una bottiglia di prosecco sotto l’albero di Natale l’aveva appena sollevata. Purtroppo, essendo troppo pesante, gli era sfuggita di mano e si era frantumata in mille schegge di vetro. Il piccolo purtroppo rimase ferito in un occhio. Lo operai immediatamente, la Notte di Natale. Il piccolo ora è cresciuto, ed è diventato un campione di equitazione. E grande è anche il meraviglioso ulivo bonsai che mi ha regalato allora, e che io ho piantato nel terreno. Mi ricorda quell’incredibile Natale!

Come si organizza un Pronto Soccorso oculistico in questo periodo? La Struttura ha bisogno di essere incrementata?
In realtà l’organizzazione è retta in prima linea da colleghi più giovani, che hanno comunque un’esperienza chirurgica davvero unica nel campo. Ma soprattutto a Natale e Capodanno i più esperti e con ruoli direttivi sono in supporto continuo e pronti ad intervenire.

Cosa raccomanda a chi stapperà la bottiglia il 31 dicembre e utilizzerà botti e fuochi per i festeggiamenti?
Davvero è importante considerare come potenzialmente molto pericolosi tutti i fuochi pirotecnici, anche i più banali. Bisogna inoltre fare moltissima attenzione nell’apertura delle bottiglie che contengono vini spumeggianti. Il tappo può partire con violenza ancor prima che venga completamente aperto il cestello metallico o la sicura in silicone. Quel che raccomando è di aprire sempre la bottiglia con il palmo della mano a coprire il tappo, e di non guardare il tappo, e soprattutto non dirigerlo mai verso le persone vicine.

Leggi anche

Petardi, botti e problemi agli occhi, i più colpiti sono gli adulti

L’esperienza del Dott. Antonino Pioppo, Ospedale Civico di Palermo

L’esperienza del Dott. Antonino Pioppo, Ospedale Civico di Palermo

Occhi al lavoro, come proteggere la vista
I suggerimenti dell’esperto per combattere l’affaticamento visivo da schermo

Passiamo tante ore davanti agli schermi, soprattutto nelle ore lavorative sia fuori casa che in casa, ed il benessere dell’occhio ne risente.

Una permanenza prolungata in uno stesso ambiente e la costante presenza del flusso di aria condizionata (sia calda che fredda), con bassa umidità e costante flusso d’aria, fanno si che l’occhio “soffra”, e sono due condizioni che inducono secchezza oculare.

Se a questo si aggiunge il fatto che quando si è davanti ad uno schermo c’è scarso ammiccamento degli occhi, o comunque esso è molto ridotto rispetto alle normali condizioni, si produrrà un’alterazione a carico del film lacrimale.
Tutti questi fattori messi insieme possono causare secchezza oculare.

“Bisogna pertanto aver cura dei nostri occhi, quando lavoriamo per tante ore davanti allo schermo”.
Parola di Stefano Barabino, Responsabile Centro Superficie Oculare e Occhio Secco, Ospedale Sacco Università di Milano e TFOS (Tear Film & Ocular Surface Society) Ambassador, che offre alcuni preziosi suggerimenti, utili al benessere degli occhi anche nell’ambiente di lavoro.

Tra questi: fare delle pause dallo schermo, ed applicare la regola, semplicissima, del 20-20-20 (ossia fare ogni 20 minuti una pausa di 20 secondi, guardando a 20 “piedi” di distanza).

Leggi anche

Occhi affaticati, la regola del 20-20-20 funziona davvero

Uno studio della Aston University (UK) lo conferma

Alcune semplici istruzioni per alleviare l'affaticamento degli occhi mentre si lavora davanti allo schermo di un pc

Un buon sonno fa bene anche agli occhi

Uno studio sui topi dimostra come la privazione del riposo danneggia le cellule staminali della cornea

Un riposo notturno scarso sia come qualità che come quantità può influenzare gli occhi

Come si esegue la Tonometria (misurazione della pressione dell’occhio)

Il video-tutorial mostra come viene realizzata la misurazione della pressione interna dell’occhio (l’esame...

Eye Yoga e Regola del 20–20–20, vinci l’affaticamento da schermo

Due "buone pratiche" per rilassare gli occhi contro l’affaticamento da schermo

Long Covid, gli occhi possono essere una spia

Una ricerca punta su danno ai nervi che è possibile osservare nella cornea

Il Long Covid implica una gamma di sintomi debilitanti, che 1 su 10 dei pazienti colpiti dal virus...

Vision for Everyone – L’ONU adotta la prima risoluzione sulla vista

Si punta ad aiutare un miliardo di persone nel mondo

Integratori e cibi amici della vista, regole d’oro e falsi miti

Carote e mirtilli: questi cibi fanno davvero bene alla nostra vista come si crede?

Con la pandemia è aumentata la miopia nei bimbi

Occhi mai a riposo, dall’esperta alcuni suggerimenti

Tutto per forza di cose ha dovuto passare per i dispositivi elettronici durante la pandemia...

Ambliopia e correzioni: come applicare correttamente la benda ai piccoli

I consigli della Dr.ssa Chiara Sangermani, Dirigente Medico di Oculistica dell’Azienda Ospedaliera di Piacenza

Il bimbo deve mettere la benda su un occhietto? È a causa dell’occhio pigro...

Totò Cascio, “la retinite pigmentosa era il mio limite, ora il mio valore aggiunto”
Il protagonista di Nuovo Cinema Paradiso racconta la sua patologia

“La retinite pigmentosa prima è stata il mio limite e adesso è con me: non so se è azzardato dire che è il mio valore aggiunto”.
Non vuole più nascondersi – Totò (Salvatore) Cascio – nel parlare della retinite pigmentosa, la patologia che gli è stata diagnosticata a 12 anni, che in realtà più correttamente è un gruppo di malattie ereditarie della retina, che provocano perdita progressiva della vista fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla cecità totale.

Credit: www.facebook.com/OfficialTotoCascio/photos

In tanti lo ricordano come il bambino del film Nuovo Cinema Paradiso, il film Premio Oscar di Giuseppe Tornatore, il bimbo che era gli ‘occhi’ di Alfredo, che per un incidente aveva perso la vista. Ora è lui che ha un problema proprio agli occhi e si racconta e nel cortometraggio A occhi aperti di Mauro Mancini (Non odiare), realizzato da Movimento Film e Rai Cinema per Fondazione Telethon, in onda su Rai1 e disponibile su RaiPlay dal 12 dicembre.

Totò Cascio è affetto da una forma di retinite pigmentosa con edema maculare, e ora vede “solo le luci o un flusso di luci al centro dell’occhio” e racconta con semplicità e realismo ad EyesON di quella che lui chiama “l’uscita dal labirinto”.
Il poter parlare apertamente della malattia: cercava l’occasione giusta per farlo e Telethon come spiega lui stesso “è stata una bellissima vetrina”.

“Ho vissuto anni difficili, non mi vergogno a dirlo – sottolinea ad EyesON – ho pianto, fatto i miei sacrifici. Dopo momenti davvero complessi ora mi sento come quando ho fatto Nuovo Cinema Paradiso: felice, entusiasta e mi arrivano moltissime chiamate e proposte. Il mio vero obiettivo però era non dovermi nascondere per il mio problema agli occhi. Parlarne con consapevolezza. Non mi aspettavo tutto l’affetto, la stima ricevuta. Si scopre in queste circostanze il cuore delle persone, diverso dal finto pietismo”.

“Avevo paura, ero in un labirinto: – conferma Cascio – quando ho iniziato a prendere confidenza con la retinite pigmentosa a trattarla non come una spiacevole compagna di vita, ma come qualcosa che è con me e non posso maltrattare la prospettiva è cambiata”.

Credit: www.facebook.com/OfficialTotoCascio/photos

“Accettare di avere la patologia e conviverci, cosa che non significa rassegnarsi, perché io personalmente credo nella ricerca – specifica – cambia il punto di vista.
Se una cosa non si può modificare, cosa si può fare: piangere o arrabbiarsi con il mondo, chiudersi in depressione o mollare tutto? Credo sia importante reagire”.
Reagendo poi, per Cascio, si possono riacquistare anche sempre maggiori spazi di autonomia. “Chi ha una disabilità visiva – puntualizza – a mio avviso può imparare. C’è chi gestisce una casa da solo, chi cucina con l’induzione magnetica, c’è un negozio in Piemonte che vende ausili specifici. Se si reagisce come hanno fatto in tanti e si ha voglia di imparare, più autonomia si acquisisce più se ne vuole avere”.

“La patologia mi è stata diagnosticata a 12 anni, 30 anni fa – conclude Cascio – non è stata galoppante: ho giocato a pallone, portato lo scooter, guidato la macchina e ho viaggiato da solo. Ma per fare un paragone è come essere nelle sabbie mobili, pian piano la vista scende.

“A una persona che ha ricevuto la mia stessa diagnosi adesso non saprei bene cosa dire. È qualcosa che bisogna affrontare passo dopo passo. Importante a mio parere è iniziare a conoscere realtà come l’Unione ciechi e ipovedenti, integrarsi, perché condivisione e integrazione non fanno pensare di essere soli”.

Santa Lucia, tutte le curiosità sulla protettrice della vista

Il 13 dicembre è il giorno di Santa Lucia, martire cristiana originaria di Siracusa.
La tradizione e la dedizione popolare l’hanno sempre invocata come protettrice della vista per l’etimologia del suo nome dal latino Lux, luce. Ma cosa si sa della storia di questa Santa tanto venerata specie in Sicilia anche se non solo?
EyesON vi svela alcune curiosità.

La Santa non viene festeggiata solo in Italia, lo sapevate?

Viene ad esempio festeggiata nei Paesi del Nord Europa, anche di fede ortodossa, come Russia, Polonia, Finlandia e Danimarca.
In Svezia, ad esempio, è una delle feste più sentite. La tradizione vuole che per portare luce nel buio una ragazza venga fatta vestire di bianco, con in testa una corona di candele accese, e portata in processione con altre ragazze vestite di bianco e uomini vestiti da elfi, donando dolci ai passanti. La tradizione dello scambio di dolci e regali è approdata anche in Italia, in particolare in Lombardia nella zona tra Bergamo e Brescia.
In occasione della Festa di Santa Lucia, l’Ambasciata di Svezia in Italia ha portato il 12 Dicembre a Roma una delle tradizioni più amate del calendario svedese.
Il buio di dicembre in alcuni luoghi simbolo (tra questi Ikea) è stato illuminato dal corteo di Santa Lucia, composto da undici giovani del liceo musicale Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma, che cantano i tradizionali inni natalizi.

Venezia Santa Lucia, la stazione dei treni non si chiama così per caso…

Le spoglie mortali della Santa, martire cristiana di inizio IV secolo durante la persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano, sono custodite nel Santuario di Lucia (anche Chiesa dei Santi Geremia e Lucia) a Venezia. Il luogo di culto principale però è la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro a Siracusa, in Sicilia.

Gli occhi strappati di Santa Lucia, cosa c’è di vero?

Uno degli episodi più famosi della vita della Santa, e che facile che sia più una leggenda che qualcosa di reale, è quello secondo cui le vennero strappati gli occhi: Lucia, la santa della Luce, è per questo considerata anche considerata colei che protegge i ciechi.

La Festa a Siracusa

Anche quest’anno, a causa della pandemia, Santa Lucia non potrà essere venerata in processione a Siracusa . Ma la festa per la patrona della città non si ferma, con diverse iniziative.
In particolare nel capoluogo siciliano leggenda vuole che nel giorno di Santa Lucia una terribile carestia terminò: navi piene di grano entrarono in porto. Ecco perché in occasione di questa festa la tradizione culinaria prevede di non mangiare alimenti fatti con la farina di frumento. Quindi niente pane classico, ma cereali integrali. E poi rustici, arancini, panelle di ceci, e la cuccia, un dolce a base di grano non molato.

Santa Lucia protettrice anche degli oculisti

Santa Lucia è protettrice dei ciechi, delle malattie degli occhi e degli oculisti.

Leggi anche

Maculopatia, primo impianto di retina artificiale in Italia

Ecco come funziona questo intervento straordinario

L’intervento è nell’ambito di uno studio multicentrico che coinvolge Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e Italia

Una retina artificiale per la maculopatia degenerativa

La parola al Dott. Marco Andrea Pileri, che ha eseguito l’intervento

Impiantata per la prima volta in Italia una retina artificiale ad un paziente affetto da degenerazione maculare senile

Ricostituito il Comitato Tecnico Nazionale per la Prevenzione della Cecità e dell’Ipovisione

La ricostituzione del Comitato conferma che le attività di Prevenzione della Cecità e dell’Ipovisione sono motivo di attenzione particolare dell’attività di Governo

Il glaucoma non compromette la funzione cognitiva

Una ricerca americana ha stabilito che qualsiasi associazione tra le due potrebbe essere debole o del tutto assente

Perlomeno fino al punto in cui la malattia non compromette in maniera molto importante la vista

Donare la propria voce per un Audiolibro

Al Salone del Libro di Torino l’iniziativa dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI)

L’invito a donare la propria voce per degli audiolibri, per regalare il piacere della lettura a chi non vede

Sensibilizzare i giovani sulla disabilità visiva: a Milano un laboratorio multisensoriale per mettersi nei panni dei non vedenti

Un modo concreto per interpretare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

Il canestro di Jules, una ragazza non vedente, fa esplodere di gioia l’intera palestra e diventa virale

Jules Hoogland, studentessa non vedente di 17 anni, ha fatto esplodere un’intera palestra con le sue abilità nel basket

Dagli oculisti europei solidarietà all’Ucraina

Mentre il conflitto in Ucraina si intensifica, i nostri pensieri vanno ai nostri innocenti colleghi e ai loro connazionali ucraini

Giornata nazionale del Braille, l’alfabeto dell’inclusione

Permette a non vedenti o ipovedenti l’accesso alla cultura e all’informazione

astronauta nello spazio stellato

Un sacco a pelo hi-tech per gli occhi degli astronauti
Lo Spazio rimodella i bulbi oculari creando temporanei problemi di vista

Nello spazio uno dei nemici degli astronauti ha un nome ben preciso: sindrome neuro-oculare associata al volo spaziale, o Sans.
Una condizione è caratterizzata da progressivo appiattimento del bulbo oculare, gonfiore del nervo ottico e compromissione della vista, probabilmente causata dalla pressione costante che i fluidi corporei applicano al cervello.

Cosa accade agli occhi in orbita

Sulla Terra la gravità attira fluidi nel corpo ogni volta che una persona si alza dal letto. Ma in orbita, la mancanza di gravità impedisce questo processo di scarico quotidiano, consentendo a più di un litro e mezzo di fluidi corporei di accumularsi nella testa e di esercitare una pressione sul bulbo oculare.
La Nasa ha documentato problemi di vista in più della metà degli astronauti che hanno prestato servizio per almeno sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Alcuni sono diventati presbiti, avevano difficoltà a leggere e talvolta hanno avuto bisogno di membri dell’equipaggio perché li assistessero negli esperimenti.

Un sacco a pelo per risolvere i problemi di vista

Un sacco a pelo ad alta tecnologia potrebbe però risolvere i problemi di vista nello spazio: aspirando i fluidi e scaricando la pressione cerebrale.
La tecnologia, frutto della ricerca dello UT Southwestern Medical Center e descritta su Jama Ophthalmology ha una struttura solida, opportunamente sagomata come una capsula spaziale, ed è progettata per adattarsi a una persona dalla vita in giù.

L’hanno già testata una dozzina circa di volontari e sembra promettente, sebbene vi siano alcuni interrogativi da risolvere, primo tra tutti quelli relativo al numero di ore in cui gli astronauti dovrebbero utilizzarla.

Alcuni effetti della Sans pare siano temporanei, in quanto la vista torna alla normalità poco dopo il ritorno degli astronauti sulla Terra, ma la ricerca secondo gli studiosi è vitale per il volo con equipaggio su Marte della durata di due anni che la Nasa spera di lanciare dal 2030.

Leggi anche

Le lenti Camellens, una piattaforma al servizio del paziente

Si tratta di un prodotto di nicchia, che potrebbe creare apparentemente problemi, ma che può invece risolverli se adoperata bene

Un microago biodegradabile per portare farmaci all’interno dell’occhio

Potenzialmente risolve una delle principali sfide del trattamento delle malattie degli occhi: la somministrazione accurata di farmaci alla retina

Staminali, un “salvagente” per la cornea

Approfondimento del Professor Emilio Pedrotti, responsabile del Centro di patologia corneale e superficie oculare dell’Università di Verona

Sull’utilizzo delle cellule staminali l’oculistica la fa da padrona insieme all’ematologia nella reale applicazione clinica

Daltonismo, osservare il foliage autunnale è oggi possibile

Il daltonismo è un difetto visivo che comporta un'incapacità nel rilevare determinati colori

Letismart e sistemi touch screen: punti di forza e ostacoli da superare per una città senza barriere

L’intervento di Sergio Prelato, Consigliere UICI per la Mobilità

Realizzare una città senza barriere è possibile. Occorre armonizzarle sempre di più, tenendo conto di tutti...

La sindrome da computer, occhi rossi, prurito e secchezza

Stare troppo al computer, magari ben più di un paio di ore al giorno, fa male agli occhi?

Ipovisione e mobilità sostenibile, il futuro è inclusione e accessibilità per tutti

Inclusione e accessibilità per tutti i cittadini, compresi quelli ciechi o ipovedenti. È questa la visione a cui...

Così la retina avrà meno segreti

Dalle cellule gliali ed ottiche adattive nuove possibilità per la diagnosi e la terapia delle malattie retiniche

L’utilità di una ricerca sulle caratteristiche fisiologiche oltre che strutturali in live delle singole cellule retiniche...

Cos’è la presbiopia

La presbiopia è la difficoltà nella visione da vicino, è un fenomeno naturale che si manifesta intorno...

L’analisi del danno campimetrico centrale: il ruolo del nuovo pattern 24-2C

La diagnosi e l’individuazione precoce del danno da glaucoma è essenziale per la corretta gestione del paziente con glaucoma.

È stato dimostrato che l’esame del campo visivo con ulteriori punti di prova nell’area maculare può migliorare l’individuazione dei difetti centrali che con il pattern 24-2 potrebbero non essere diagnosticati tempestivamente.

Il nuovo 24-2C può essere uno strumento utile in quei pazienti in cui il 24-2 risulta normale ma l’esame del nervo ottico suggerisce la presenza del danno da glaucoma. Infatti, il 24-2C, rilevando quantità proporzionalmente simile di perdita del campo visivo centrale rispetto al 10-2 e avendo prestazioni simili a quelle del 24-2, può sopperire la necessità di 2 esami separati per valutare sia la presenza del danno centrale che periferico del campo visivo.[…]

Questo contenuto è disponibile solo per gli utenti registrati. Effettua il login per visualizzare il contenuto.

Leggi anche

Il glaucoma e le analogie con l’Alzheimer, una spinta per lo studio di nuove terapie

Il Professor Maurizio Uva (Università di Catania) sottolinea l’importanza della diagnosi precoce

Uveite, una malattia complessa per cui è meglio preferire centri specializzati

L’intervento della Prof.ssa Elisabetta Miserocchi (Università Vita Salute, San Raffaele, Milano)

La diagnosi di uveite è estremamente complessa da fare

Chirurgia del glaucoma vs della cataratta

Il confronto tra gli esperti Carlo Cagini (Università di Perugia) e Vittorio Picardo (Coordinatore Scientifico di EyesON)

Non è una sfida tra le due in cui una esclude l’altra

Il glaucoma pseudo-esfoliativo e le sue particolarità

Topouzis (Presidente European Glaucoma Society): “È un tipo di glaucoma che richiede un intervento importante e tempestivo”, Gandolfi (Presidente Società Italiana Glaucoma): “Va trattato diversamente”

Il parere dei due esperti

Il glaucoma non compromette la funzione cognitiva

Una ricerca americana ha stabilito che qualsiasi associazione tra le due potrebbe essere debole o del tutto assente

Perlomeno fino al punto in cui la malattia non compromette in maniera molto importante la vista

Proteggere gli occhi in vacanza

Le indicazioni del Prof. Vincenzo Orfeo (Associazione Italiana di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva – AICCER)

Come possiamo prenderci cura dei nostri occhi dall’acqua salata del mare o dall’esposizione prolungata al sole

Impianto di Xen 45 ab-esterno transcongiuntivale: efficacia e sicurezza di una nuova tecnica chirurgica

Valutare l’efficacia e la sicurezza dell’impianto di Xen 45 con una nuova tecnica ab-esterno transcongiuntivale

Pressione o compressione? Alcune considerazioni cliniche riguardanti glaucoma e neuropatia ottica compressiva

Il glaucoma è la neuropatia ottica più frequente in assoluto nonché una delle principali cause di cecità nel mondo

Congresso S.I.GLA. 2022, un successo annunciato!

Si è concluso con successo il XVIII Congresso Nazionale della Società Italiana Glaucoma (S.I.GLA.)

Il laser nel trattamento della CSC

La corioretinopatia sierosa centrale (CSC) è una patologia retinica classicamente caratterizzata da un leakage focale dall’epitelio pigmentato con accumulo di fluido sottoretinico e sollevamento della retina neurosensoriale. Generalmente colpisce la popolazione maschile ed in età lavorativa (20-50 anni).

L’attuale gestione della CSC va dalla osservazione, al trattamento laser, alla terapia fotodinamica, al trattamento intravitreale con anti-VEGF, alla terapia con antagonisti dei recettori mineralcorticoidi. Questa molteplicità di trattamenti fa intendere come non esista un generale consenso riguardo la scelta del più adeguato approccio terapeutico. Lo scopo di questo articolo è di valutare l’efficacia del trattamento laser della CSC in rapporto agli altri trattamenti.[…]


Questo contenuto è disponibile solo per gli utenti registrati. Effettua il login per visualizzare il contenuto.

Leggi anche

Glaucoma, il rischio aumenta se si sviluppano presto diabete o pressione alta

Diabete e pressione alta, specie se si manifestano in giovane età, possono essere campanelli d’allarme da non trascurare anche per la salute degli occhi

Uveite, una malattia complessa per cui è meglio preferire centri specializzati

L’intervento della Prof.ssa Elisabetta Miserocchi (Università Vita Salute, San Raffaele, Milano)

La diagnosi di uveite è estremamente complessa da fare

Sequential customized therapeutic keratectomy

Un nuovo approccio per ottimizzare la chirurgia della cataratta

La SCTK è una recente evoluzione della PTK. Utilizza un approccio transepiteliale e personalizzato sul paziente per trattare aberrazioni corneali di alto ordine

È sempre più ‘epide-miopia’ tra i bambini

Complici gli stili di vita, la vista dei giovanissimi è a rischio

La miopia è sempre più diffusa tra bambini e adolescenti, al punto che si parla di "epide-miopia"

La cornea, una lente che va protetta

L’approfondimento con il Dr. Augusto Pocobelli, Direttore di Oftalmologia – Banca degli Occhi Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata di Roma

Un’irregolarità sulla cornea si riflette negativamente sulla qualità della vista

Malattie retiniche: torna “Vista In Salute”, la Campagna dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia Onlus)

A Maggio tappa in Sardegna e Liguria

Un tir hi-tech dotato di quattro ambulatori, in cui saranno effettuati controlli gratuiti su glaucoma, retinopatia diabetica, maculopatie

Cornea, trapiantando solo la parte malata meno rigetti e complicanze

I trapianti lamellari rappresentano la principale innovazione

Staminali, un “salvagente” per la cornea

Approfondimento del Professor Emilio Pedrotti, responsabile del Centro di patologia corneale e superficie oculare dell’Università di Verona

Sull’utilizzo delle cellule staminali l’oculistica la fa da padrona insieme all’ematologia nella reale applicazione clinica

Tecnica SMILE, i difetti di vista si correggono con un “bisturi-luce”

Per il trattamento dei difetti di vista vi sono oggi laser che lavorano nello spessore della cornea

Si, voglio ricevere EyesLetter

 

 

Ho preso visione e accetto la Privacy Policy


Si, voglio ricevere EyesLetter

 

 

Ho preso visione e accetto la Privacy Policy