Maggio 2022 - EyesON

Trapianto di cornea, da una soluzione unica a una selettiva e ‘personalizzata’
Intervista al Prof. Massimo Busin (Università di Ferrara)

“Negli ultimi 20 anni, per quanto riguarda il trapianto di cornea, si sono sviluppate tecniche di cheratoplastica selettiva, per cui della cornea si sostituisce solo la parte malata.
I vantaggi di questo tipo di interventi rispetto ai precedenti sono notevoli: per quanto riguarda la cheratoplastica endoteliale si fa un’incisione paragonabile a quella della cataratta, con un recupero visivo altrettanto paragonabile”.

È quanto evidenzia Massimo Busin, Professore Ordinario di Malattie dell’apparato visivo e Direttore della scuola di specializzazione in Oftalmologia dell’Università di Ferrara.[…]

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È sempre più ‘epide-miopia’ tra i bambini
Complici gli stili di vita, la vista dei giovanissimi è a rischio

La miopia è sempre più diffusa tra bambini e adolescenti, al punto che si parla di “epide-miopia”, neologismo comparso tra gli addetti ai lavori per l’incremento di questo difetto della vista che insorge, nella stragrande maggioranza dei casi, in età scolare.

Nelle popolazioni asiatiche riguarda ormai il 60-70% dei ragazzi (con punte del 90% a Singapore), negli Usa negli ultimi 30 anni si è registrato un incremento del 50%, con un tasso di incidenza passato dal 26 al 42% (46% nelle femmine). Dati simili sono stati riscontrati in studi condotti in Europa.
Entro il 2050 si prevede che oltre il 50% della popolazione mondiale sarà miope, con un costo attuale stimato attorno ai 200 miliardi di dollari l’anno. Non solo un problema di salute, dunque, ma anche sociale.

“Solitamente – rileva Roberto Caputo, Direttore della struttura complessa di Oftalmologia Pediatrica del Meyer di Firenze – la miopia insorge verso i 5-6 anni, o in adolescenza (entro i 13/14 anni) e in genere progredisce per tutta l’età adolescenziale.
Una miopia elevata (oltre 6 diottrie) aumenta il rischio di alcune patologie dell’occhio come la maculopatia, il glaucoma e il distacco di retina. Quello a cui stiamo assistendo è che abbiamo più bambini miopi e con forme più gravi. È quindi molto importante la prevenzione per rallentare l’evoluzione”
.

La miopia ha sicuramente una base genetica, ad esempio le popolazioni asiatiche sono più predisposte, così come lo è chi ha genitori miopi. Ma quello che ha influito in modo preponderante sull’incremento degli ultimi 30 anni è stato l’aumento delle attività ‘da vicino’: da tablet e telefonini alla ridotta quantità di ore trascorse all’aria aperta.
Molti studi infatti dimostrano che le popolazioni scolarizzate hanno tassi più elevati di miopia rispetto a quelle rurali” – prosegue Caputo. “E il quadro sembra essersi aggravato con la pandemia, alcuni lavori condotti in Cina hanno documentato ad esempio che l’aumento delle ore passate sugli schermi e la ridotta socializzazione hanno causato un aumento della miopia soprattutto nella popolazione 6-8 anni”.

Prevenire l’insorgenza e ridurre il rischio di progressione si può: dagli stili di vita alle opzioni terapeutiche.
Secondo alcuni studi trascorrere ogni giorno 40 minuti all’aperto comporterebbe una riduzione dell’incidenza della miopia del 23%. Altri studi rilevano che il rischio di progressione della miopia scenderebbe del 54% per i bambini che trascorrono ogni settimana almeno 11 ore all’aperto.

“La prima buona regola – rileva Caputo – dunque è cercare di far trascorrere ai bambini più tempo all’aperto, senza il telefonino però, magari praticando uno sport. Non a caso nelle scuole di Singapore i bambini miopi devono fare un’ora di attività all’aperto ogni giorno”. Poi, il consiglio di limitare il tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi, e in ogni caso, “privilegiare gli schermi più grandi, come tv e tablet rispetto ai telefonini, assicurandosi che venga mantenuta un’adeguata distanza”. Senza dimenticare i controlli della vista in età pediatrica, da fare alla nascita, a 3 e a 6 anni.

Esistono poi le strategie terapeutiche per fermare la progressione della miopia.
“Da qualche anno – conclude Caputo – una letteratura consolidata dimostra come l’atropina (per ora disponibile solo come preparato galenico) a bassissimo dosaggio, somministrata ogni sera, abbia un’efficacia elevata (intorno al 60- 70%) nel ridurre la velocità di progressione della miopia. Sono invece un’innovazione recente, e quindi meno consolidata in letteratura, gli occhiali con lenti a defocus periferico che hanno un’indicazione per il controllo della progressione miopica”.

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La cornea è una lente: per definizione mette a fuoco insieme al cristallino l’immagine sulla retina.

Un’irregolarità sulla cornea si riflette negativamente sulla qualità della vista?

La risposta a questa domanda è sì. Anzi più che difenderla occorre proprio proteggerla, averne cura. Parola del Dr. Augusto Pocobelli, Direttore U.O.C. Oftalmologia – Banca degli Occhi, Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata di Roma.

Un focus importante riguarda le lenti a contatto, in particolare i giovani che ne fanno uso e la loro gestione non sempre adeguata.
Una criticità può essere rappresentata dal fatto di indossarle con un’infezione oculare in corso.
Il collirio, che magari abbiamo già in casa, non sempre basta e in ogni caso va detto no al fai da te: la prescrizione, per evitare spiacevoli effetti collaterali, deve avvenire ad opera dell’oculista. Anche i sostituti lacrimali devono essere di qualità.

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Donare la propria voce per un Audiolibro
Al Salone del Libro di Torino l’iniziativa dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI)

Al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 19 al 23 Maggio 2022, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (Uici) rivolge un invito speciale: donare la propria voce per realizzare audiolibri e regalare a chi non vede il piacere della lettura.

Con questo messaggio, volto a far conoscere il mondo della disabilità visiva e l’opportunità di diventare “donatori di voce”, l’Uici sarà infatti presente quest’anno al Salone con un proprio stand, per stimolare curiosi e appassionati a donare un po’ del loro tempo partecipando alle attività di audioregistrazione di testi del Centro Nazionale del Libro Parlato, un piccolo gesto che può fare una grande differenza.

Presso lo stand dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti curato insieme al Centro Nazionale del Libro Parlato (padiglione 2 – stand J01) i visitatori avranno la possibilità di partecipare a uno speciale percorso immersivo nel mondo della disabilità visiva, adatto anche a bambini e giovanissimi.

L’iniziativa dell’Uici, dal titolo “Entra in cabina, spegni la luce”, darà l’opportunità di vivere esperienze di ascolto al buio, esplorazione tattile e gioco. In una cabina totalmente oscurata sarà possibile ascoltare la storia dell’audiolibro (come e dove è nato, come è arrivato in Italia e come si è evoluto) e un estratto da un’opera realizzata dal Centro nazionale del Libro Parlato per i non vedenti, anche con il contributo di donatori di voce professionisti e volontari. Molto emozionante anche l’esperienza di esplorazione tattile che inviterà i visitatori a riconoscere delle rappresentazioni di oggetti di uso comune, come banconote, piante e insetti, usando solamente il tatto.

La platea del Salone Internazionale del Libro ci sembra il luogo più adatto per ricordare le prerogative del libro nella sua forma più moderna, quella dell’audiolibro, la cui diffusione è una risorsa straordinaria per una persona non vedente, migliorando le opportunità di inclusione culturale e lavorativa, oltre che di piena cittadinanza” – commenta il Presidente di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Mario Barbuto – “Per questo abbiamo coniato l’iniziativa “Dona la tua voce”, che nata appena 3 anni fa, ha visto crescere nel tempo il numero dei volontari. Tuttavia c’è un bisogno costante di nuovi “donatori di voce”, perché le richieste sono tantissime e non riusciamo a farvi fronte come sarebbe necessario e in tempi brevi, soprattutto per quanto riguarda i libri per bambini e i testi di studio per le scuole di ogni ordine e grado. Ci auguriamo che questo appello sia accolto in modo particolare dai tanti appassionati che visiteranno il Salone.”

Il Centro Nazionale del Libro Parlato è stato istituito dall’UICI nel 1957 per realizzare registrazioni professionali di testi di qualsiasi tipo e metterli a disposizione degli utenti ciechi e ipovedenti in forma di audiolibri. Alla realizzazione di queste opere, dai libri per bambini alla saggistica, dai libri di testo scolastici, ai grandi classici della letteratura, possono partecipare tutti. La produzione si articola su due “livelli”. Un primo livello, professionale e un secondo invece di tipo amatoriale, ad opera appunto dei volontari, “donatori di voce”, che registrano autonomamente i testi presso il proprio domicilio.

Chi volesse seguire le loro orme e partecipare alle attività del Centro Nazionale Libro Parlato può visitare il sito www.libroparlatoonline.it o inviare una mail a donatoridivoce@uici.it.

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Un modo concreto per interpretare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

Distrofia di Fuchs, aspettativa di tornare a vedere dopo chirurgia è alta
Pia Leon (Ospedale Ss Giovanni e Paolo Venezia): “Impensabile in passato, specialisti più bravi a gestirla e curarla”

La Distrofia di Fuchs è una delle patologie degenerative della cornea. Oggi gli specialisti sono diventati più bravi e gestirla e curarla.[…]

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Topouzis (Presidente European Glaucoma Society): “È un tipo di glaucoma che richiede un intervento importante e tempestivo”, Gandolfi (Presidente Società Italiana Glaucoma): “Va trattato diversamente”

Il parere dei due esperti

Chirurgia refrattiva, lo scopo è raggiungere l’autonomia visiva

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La chirurgia refrattiva ha come scopo quello di correggere i difetti di vista, qualcosa che è molto più complesso di ciò che si potrebbe aspettare

Sequential customized therapeutic keratectomy

Un nuovo approccio per ottimizzare la chirurgia della cataratta

La SCTK è una recente evoluzione della PTK. Utilizza un approccio transepiteliale e personalizzato sul paziente per trattare aberrazioni corneali di alto ordine

Facoemulsificazione della cataratta matura bianca

Secondo l’OMS la cataratta è insieme agli errori refrattivi non corretti, la principale causa curabile di cecità e disabilità visiva nel mondo

Malattie retiniche: torna “Vista In Salute”, la Campagna dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia Onlus)
A Maggio tappa in Sardegna e Liguria

Torna Vista in salute”: un tir hi-tech dotato di quattro ambulatori, in cui saranno effettuati controlli gratuiti su glaucoma, retinopatia diabetica, maculopatie.

Un’iniziativa, realizzata con il sostegno del Parlamento italiano, partita nel 2019 e interrotta a causa della pandemia, che si completerà entro il prossimo mese di luglio, dopo aver coinvolto tutte le regioni italiane.

La terza fase della Campagna Nazionale di Prevenzione delle Malattie della retina e del nervo ottico, farà tappa in Sardegna: a Cagliari (9, 10 e 11 maggio, in Via Diego Cadello), Oristano (12 e 13 maggio, in Piazza Eleonora d’Arborea), Nuoro (14 e 15 maggio, in Piazza Italia) e Sassari (16 e 17 maggio, in Piazzale Segni).

L’iniziativa, promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia Onlus, prevede la presenza, dalle 10 alle 18, di una grande struttura ambulatoriale mobile – un tir hi-tech – dotato di più postazioni, presso il quale sarà possibile effettuare gratuitamente controlli oculistici ad alta tecnologia su retina e nervo ottico, riservati a persone di età superiore ai 40 anni, e diagnosticare le principali cause di cecità nei Paesi avanzati: Glaucoma, Maculopatie e Retinopatia diabetica.

Queste malattie, che danneggiano la vista e causano ipovisione, minacciano oltre 3 milioni di persone in Italia, e sono spesso asintomatiche negli stadi iniziali.
I controlli oculistici sono la più importante e, non di rado, unica forma di prevenzione. Basti pensare che nelle regioni già interessate dalla campagna, ben il 40% dei soggetti esaminati hanno evidenziato patologie in atto o sospette, delle quali non avevano alcuna consapevolezza.

La campagna Vista in salute si prefigge tre obiettivi fondamentali: far conoscere le principali patologie oculari causa di cecità e ipovisione nella popolazione; accrescere il livello di priorità della prevenzione oftalmica nelle agende sanitarie regionali; utilizzare i dati raccolti per avviare la costituzione di una banca dati nazionale, finalizzata a conoscere l’impatto delle patologie e indispensabile per lo sviluppo di politiche sanitarie pubbliche per la tutela visiva.

Nella edizione 2022 verrà inoltre sperimentato un prototipo di visore a tecnologia digitale, sviluppato da IAPB Italia onlus in collaborazione con centri di ricerca e Università, che permette di effettuare una valutazione estremamente precisa di tutti i fattori che concorrono alla visione.

Dopo la Sardegna “Vista in Salute” farà tappa in Liguria: a Genova 19-20 e 21 maggio, Chiavari 22-23-24 maggio e La Spezia 25-26-27 maggio.

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Un buon sonno fa bene anche agli occhi
Uno studio sui topi dimostra come la privazione del riposo danneggia le cellule staminali della cornea

Un riposo notturno scarso sia come qualità che come quantità può influenzare gli occhi. La privazione del sonno può colpire infatti sia le cellule staminali della cornea che la superficie del film lacrimale della cornea stessa.
Lo rileva uno studio pubblicato su Stem Cell Reports.

I ricercatori in questo studio hanno utilizzato i topi per saperne di più su come la privazione del sonno colpisca gli occhi, valutando l’espressione genica nei topi dopo 2 giorni di privazione del sonno e poi dopo 10 giorni di privazione del sonno.

A 2 giorni, hanno scoperto che 287 geni erano significativamente sovraregolati e 88 erano sottoregolati nelle cornee. A 10 giorni, hanno osservato invece 272 geni significativamente sovraregolati e 150 geni sottoregolati.

Gli autori hanno testato i topi dopo 1 e 2 mesi di ulteriore privazione del sonno e hanno scoperto che la trasparenza della cornea era ridotta e la superficie oculare era ruvida…

“Le conseguenze a breve termine di un sonno insufficiente causano disagio oculare, inclusi secchezza, dolore, prurito e iperemia oculare”, osservano gli autori.

Gli studiosi osservano anche che il trattamento dei topi con cornee danneggiate con colliri contenenti antiossidanti aiuta a ripristinare la salute degli occhi.

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Chi indossa le lenti a contatto in questo senso deve stare più attento. È importante maneggiarle con cura: al di là della pulizia nell’utilizzo anche per evitare micro – traumi alla cornea, aumentando il rischio di infezioni.
Dalle piante ai piccoli lavoretti in casa, fino alle pulizie, sono tante le occasioni in cui si può andare incontro a traumi oculari. Avere a disposizione un collirio, un prodotto ad azione lubrificante, può essere utile, se non altro per riuscire a rimuovere gli agenti patogeni grossolanamente, così come si può ricorrere a una soluzione fisiologica. Poi è indicato ricorrere a una visita dal medico.

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Viaggio nelle maculopatie, dall’evoluzione ai farmaci innovativi
Intervista alla Prof.ssa Rosalia Giustolisi, Responsabile dell’Unità Operativa Centro Diagnosi e Cura delle Maculopatie del Policlinico Umberto I (Università La Sapienza Roma)

Quante e quali tipologie di maculopatie esistono? Come si possono diagnosticare e con quali esami? Come si interviene?
La Prof.ssa Rosalia Giustolisi, Responsabile dell’Unita’ Operativa Centro Diagnosi e Cura delle Maculopatie del Policlinico Umberto I – Università La Sapienza Roma, in questo excurcus sulle maculopatie, spiega che “I fattori di rischio modificabili su cui bisogna intervenire, soprattutto una volta diagnosticata una forma iniziale di maculopatia, sono: il fumo, una eccessiva esposizione alla luce solare, una alimentazione a base di proteine animali con scarso consumo di frutta e verdura a foglia verde, l’ipertensione arteriosa ed il diabete”.

Si parla tanto di maculopatie: ma cosa è la macula?
Viene denominata Macula la regione centrale della retina che è utilizzata per la visione distinta delle immagini

Quanti tipi di maculopatie esistono?
Ci sono molti tipi di maculopatie, quindi di patologie più o meno gravi, che possono coinvolgere la regione centrale della retina.
Una prima distinzione viene fatta sulla base della età di insorgenza e della struttura che viene primariamente colpita dalla malattia: forme primitive e forme secondarie.
Le maculopatie primitive, abbastanza rare, sono geneticamente determinate ed insorgono spesso in età pediatrica o adolescenziale; ad essere danneggiati sono direttamente i fotorecettori, i famosi coni e bastonceli, le cellule nervose presenti negli strati retinici esterni che hanno la funzione di captare il segnale luminoso e trasformarlo in segnale elettrico sino alla formazione dell’immagine.
Le maculopatie primitive sono: la Maculopatia Di Stargardt, la Maculopatia di Best, la Distrofia dei Coni e dei Bastocelli, la Retinopatia Pigmentosa.
Le Maculopatie secondarie, molto più frequenti delle primitive, insorgono prevalentemente in età adulta o avanzata; in queste forme i recettori della retina possono perdere la loro capacità funzionale più o meno indirettamente a causa del coinvolgimento di altre strutture retiniche; si distinguono all’interno di questa categoria: i Fori Maculari, il Pucker Maculare, gli Edemi Maculari secondari a diabete ed ipertensione, le Degenerazioni Maculari legate all’età atrofiche ed essudative e le Maculopatie Miopiche.

C’è un momento iniziale? Cosa nota il paziente?
Tutte le forme di maculopatie hanno caratteristiche morfologiche iniziali che possono essere osservate da un oculista durante una visita che comprenda anche lo studio accurato del fondo oculare.
In generale le forme iniziali di tutti i tipi di maculopatie possono causare una visione distorta delle immagini, soprattutto nella lettura; spesso, purtroppo, il paziente non avverte alcun disturbo visivo iniziale e talvolta l’occhio controlaterale non coinvolto ne maschera la sintomatologia.

Che evoluzioni hanno le diverse forme di maculopatia?
È necessario sottolineare che non tutte le maculopatie hanno la stessa evoluzione.
Le Forme Primitive ereditarie generalmente progrediscono lentamente causando una riduzione visiva più o meno importante che si stabilizza in età giovanile.
Per le Forme Secondarie la evoluzione varia a seconda del tipo di maculopatia.
Ad esempio, il Foro Maculare cosi come il Pucker possono progredire lentamente, ma possono in altri casi necessitare di terapia che in questo caso è esclusivamente di tipo chirurgico.
Molto importante in queste forme di maculopatia è un attento monitoraggio da parte dell’oculista con visite periodiche che comprendono anche esami diagnostici specifici, tipo OCT.
Gli Edemi Maculari secondari a retinopatia diabetica o ad occlusioni retiniche da ipertensione hanno una rapida evoluzione verso la progressiva riduzione della visione centrale e vanno quindi diagnosticate e trattate tempestivamente.
Le Degenerazioni Maculari legate all’età e alla Miopia di tipo atrofico progrediscono lentamente a differenza delle essudative, più frequenti e più gravi poiché possono portare alla perdita della visione centrale in poche settimane: in questi casi è di fondamentale importanza la diagnosi precoce, con esami strumentali diagnostici specifici, ed il trattamento tempestivo.

Esame del fondo oculare: Maculopatia Iniziale, Essudativa e Atrofica

Si parla molto di anticorpi monoclonali per la terapia di moltissime malattie, tra cui il Covid. Si utilizzano questi farmaci per le maculopatie?
Per il trattamento degli edemi maculari e per le forme essudative legate all’età e le forme miopiche si utilizzano sia anticorpi monoclonali che proteine di fusione ricombinanti che agiscono, con meccanismi diversi, bloccando i cosiddetti VEGF responsabili della insorgenza e delle recidive delle maculopatie essudative.

Integratori alimentari e maculopatia secca: c’è un razionale?
Purtroppo le maculopatie legate all’età e quelle miopiche di tipo secco, se da un lato progrediscono lentamente, di contro non possono beneficiare attualmente di una terapia risolutiva. L’utilizzo di integratori contenenti vitamine, minerali, acidi grassi omega3, luteina e zeaxantina è necessario e consigliato allo scopo di rallentare la progressione, sia delle forme iniziali che nelle forme atrofiche di maculopatia.
Queste sostanze hanno una potente azione antiossidante, di protezione dai raggi UV della luce, di nutrimento e di difesa degli strati retinici.

Iniezioni intravitreali: una esplosione di terapia o una vera cura efficace?
Le iniezioni intravitreali di farmaci Anti-VEGF, sia gli anticorpi monoclonali che le proteine di fusione ricombinanti, hanno rappresentato e costituiscono ancora oggi una vera rivoluzione nella terapia delle forme essudative di maculopatia: prima del loro utilizzo i pazienti non avevano la possibilità di controllare efficacemente la loro patologia essudativa.
Con i farmaci antiVEGF  molto spesso migliorano sino alla guarigione; va sottolineato però che la cura con iniezioni intravitreali risulta realmente efficace a condizione che il trattamento sia tempestivo ed eseguito nelle forme di recente insorgenza, come dimostrato ampiamente da molti studi scientifici internazionali. È quindi implicito quanto sia importante la diagnosi precoce delle forme essudative di maculopatia, che può avvenire con una adeguata prevenzione da parte dei pazienti e degli oculisti e soprattutto grazie alla attività di centri dedicati alla diagnosi e cura delle maculopatie, con personale specializzato e strumentazioni diagnostiche specifiche.

“Mi preoccupo per la mia famiglia e per me stesso”. C’è ereditarietà? C’è predisposizione alla bilateralità? Come si può diagnosticare e con quali esami?
Nelle forme Primitive c’è ereditarietà, sebbene la espressività genetica sia bassa: spesso ci sono salti di generazione e quindi non tutti i familiari necessariamente si ammalano.
Anche nelle forme Secondarie è stata dimostrata la presenza di fattori genetici che predispongono alla insorgenza della maculopatia; ma tra fattori di rischio incidono molto di più altre condizioni che possiamo distinguere in fattori modificabili ed altri non modificabili: fattori predisponenti la maculopatia non modificabili sono l’età, il sesso (femminile), la carnagione chiara, gli occhi chiari, l’ipermetropia e la miopia elevata.
Fattori di rischio modificabili su cui bisogna intervenire soprattutto una volta diagnosticata una forma iniziale di maculopatia sono: il fumo, una eccessiva esposizione alla luce solare, una alimentazione a base di proteine animali con scarso consumo di frutta e verdura a foglia verde, l’ipertensione arteriosa ed il diabete.
L’eliminazione di questi fattori predisponenti può evitare l’insorgenza di una maculopatia anche in soggetti predisposti geneticamente.

E l’altro occhio?
La probabilità che l’occhio controlaterale possa ammalarsi di maculopatia è generalmente aumentata, anche se in una percentuale variabile del 10-15%; esistono forme però di maculopatia in cui questa percentuale raggiunge anche il 100% entro pochi anni.
Risulta quindi evidente quanto sia importante fare prevenzione sia in soggetti predisposti per età, familiarità, fattori di rischio, sia in pazienti già affetti da una forma iniziale o avanzata di maculopatia.
La diagnosi di una maculopatia, sia essa lieve o avanzata, si esegue mediante una visita oculistica completa ed eseguendo esami strumentali specifici quali Tomografia a Coerenza Ottica (OCT),  Angiografia dinamica con mezzo di contrasto per la corretta diagnosi delle forme più gravi ed AngioOCT per la diagnosi precoce delle forme cosiddette silenti di maculopatia essudativa.

OCT: Maculopatia Essudativa pre-trattamento e post-trattamento

OCT: Maculopatia Essudativa pre-trattamento e post-trattamento

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