Novembre 2021 - EyesON

“La vista è un diritto”: per AMOA il Natale è solidale
L’impegno nei paesi africani tra variante omicron e carenza di vaccini

Un segnale forte, concreto. Verso l’Africa e in Italia. Per un Natale di solidarietà, all’insegna del “diritto alla vista”.
L’impegno di AMOA, in vista delle festività, si sviluppa su molteplici fronti.
Tre “call to action” per sostenere altrettanti progetti dedicati alle fasce più deboli della popolazione.

Sostegno all’Etiopia devastata dalla guerra e dal Covid

La pandemia, la guerra, la carestia. L’Africa, dimenticata dai politici e nel disinteresse della maggioranza dei media, soffre per l’impatto del Covid e la carenza di vaccini. L’Africa è, infatti, in fondo alla classifica dei continenti per popolazione vaccinata: raggiunge solamente il 2,7% la percentuale di persone che hanno ricevuto due dosi.

Ci sono quindi Paesi, come l’Etiopia, che sono anche devastati dalla guerra: un violento conflitto etnico tra il governo centrale e la popolazione del Tigray, che abita la regione situata a nord, ai confini con l’Eritrea.

Recentemente si sta registrando una recrudescenza della violenza nei confronti della popolazione civile e, come ha dichiarato l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, l’ex Presidente cileno Michelle Bachelet, sono state raccolte prove di gravissime violazioni dei diritti umani.
Migliaia le vittime e i feriti, oltre a ripetuti episodi di stupri e violenze.
Milioni di profughi hanno dovuto abbandonare le loro case. Fonti ONU parlano di 5,1 milioni di sfollati e si stima che ogni giorno muoiano per fame 400 persone.

Nei primi giorni di novembre ad Addis Abeba 17 missionari salesiani e 16 dipendenti delle Nazioni Unite sono stati arrestati. Lo Stato d’Emergenza dichiarato il 2 novembre consente al governo di arrestare arbitrariamente, senza un ordine del tribunale, chiunque sia sospettato di collaborare con gruppi terroristici.

Sul Paese incombe anche una grave crisi alimentare. La popolazione è incapace di trovare cibo: dal momento che le truppe governative e gli alleati eritrei hanno impedito con le armi ai contadini la semina, mancano i raccolti.

Ad Adua, nella regione del Tigray, la missione salesiana “Kidane Mehret”, da oltre vent’anni, dava accoglienza giornaliera a circa 1500 ragazzi che frequentavano le scuole, dalle materne alle superiori. Sempre all’interno della missione, è allestito l’ospedale con il quale, da circa 10 anni, i medici di AMOA collaborano con visite oculistiche ed interventi chirurgici. Ebbene, da oltre un anno i 1500 ragazzi che frequentavano la missione non ci sono più: il Covid prima e la guerra poi ne hanno fatto perdere quasi completamente le tracce.
L’ospedale, l’unico rimasto in piedi nel raggio di centinaia di chilometri, sta lavorando a pieno regime.
Centinaia di donne hanno partorito in sicurezza dall’inizio dell’anno e vengono curati quotidianamente i feriti di guerra, sia governativi che tigrini. Moltissime persone, ormai allo stremo chiedono cibo all’esterno della missione.

Per questi motivi AMOA ha deciso di fare una donazione importante all’ospedale “Kidane Mehret” in Etiopia e invita ad aderire ad una call to action “per contribuire alle attività dell’ospedale di Adwa”.

Zimbabwe, non si fermano le operazioni di cataratta

Nonostante le difficoltà dovute al Covid, i medici locali, con cui AMOA collabora da tempo, stanno continuando senza sosta ad operare la cataratta.

Al “Luisa Guidotti Hospital” di Mutoko si possono calcolare all’incirca 100 interventi a settimana durante le campagne chirurgiche.
Ricordiamo che un’operazione come la cataratta, per la popolazione africana, è vitale. Spesso risulta la discriminante tra poter vedere, e dunque lavorare o studiare, e essere completamente inabili.

AMOA, anche in questo caso, ha lanciato una call to action: “una donazione per aiutare una persona a ritrovare la vista”.

Il “Progetto Italia”: visite e occhiali ai senza tetto

L’appuntamento è il sabato mattina, nei pressi di una Chiesa di Bologna. Medici, ottici e volontari AMOA da qualche mese prestano servizio a favore dei più poveri e dei bisognosi. Di fatto, è stato allestito un ambulatorio dove i senza tetto, possono trovare cure e occhiali gratuiti.

È il “Progetto Italia” di AMOA, per “difendere insieme la vista”.

Da giugno 2021 oltre 100 persone sono state visitate, all’incirca settanta gli occhiali distribuiti.

Il presidente di AMOA, Francesco Martelli: “L’ambulatorio è completo di tutta la strumentazione, come AMOA ci teniamo molto a garantire il meglio sia dal punto di vista oculistico che ottico. Il nostro è un sostegno no profit, ma al massimo della qualità. Siamo soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo e riteniamo sia un progetto socialmente utile e di valore, in quanto l’utenza che ne usufruisce non avrebbe possibilità di attingere a servizi a pagamento”.

È dunque possibile donare visite e farmaci a queste fasce di popolazione fragile.

[a cura di: Associazione Medici Oculisti per l’Africa – AMOA Onlus]

Impiantato per la prima volta al mondo un occhio stampato in 3D

È stato impiantato presso il Moorfields Eye Hospital di Londra per la prima volta al mondo un occhio protesico stampato in 3D, completamente digitale.

Il primo paziente, Steve Verze, ingegnere sulla quarantina, ha provato per la prima volta l’occhio l’11 novembre 2021, insieme a una tradizionale protesi acrilica. Tornando a casa il 25 novembre con solo il suo occhio stampato, è il primo a utilizzare un occhio stampato in 3D come unica protesi.

Le novità della protesi 3D

Rispetto alla tradizionale protesi acrilica, la protesi oculare stampata in 3D è più realistica e definita, e dà la percezione della profondità reale della pupilla. A differenza dei metodi tradizionali, utilizza scansioni dell’occhio invece di uno stampo invasivo della cavità oculare. Anche la velocità del processo di produzione, fanno notare dall’ospedale, è un elemento che potrebbe favorire l’utilizzo di protesi oculari stampate in 3D.
Gli occhi protesici acrilici tradizionali sono infatti dipinti a mano e richiedono circa sei settimane per essere completati.
Con la stampa 3D, una volta eseguita una scansione, la protesi può essere stampata entro due ore e mezza. Viene quindi inviato a un oculista per rifinire, lucidare e adattare.
L’intero processo richiede solo due o tre settimane.

Le reazioni del paziente

“Ho bisogno di una protesi oculare da quando avevo 20 anni e mi sono sempre sentito a disagio”, ha aggiunto Steve, il paziente – questo nuovo occhio ha un aspetto fantastico e, essendo basato sulla tecnologia di stampa digitale 3D, sarà sempre migliore”.

“Siamo entusiasti del potenziale di questo occhio protesico completamente digitale”, ha affermato il professor Mandeep Sagoo, docente di oftalmologia presso il NIHR Biomedical Research Center presso il Moorfields Eye Hospital e l’UCL Institute of Ophthalmology.
“Speriamo – ha concluso – che una prossima sperimentazione clinica ci fornisca prove solide sul valore di questa nuova tecnologia, mostrando la differenza che fa per i pazienti. Ha chiaramente il potenziale per ridurre le liste di attesa”.

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Ortocheratologia, lenti a contatto la notte contro la miopia

Chi ha un figlio miope o lo è a propria volta, potrebbe aver sentito parlare di ortocheratologia.
Si tratta di una tecnica non chirurgica che esiste dagli anni ’60, ma che tuttavia ha recentemente guadagnato interesse per la sua capacità di rallentare la progressione della miopia. L’ortocheratologia, come spiega in un approfondimento l’Università di Sydney comporta l’uso di una lente a contatto rigida, appositamente progettata, durante la notte.

La lente “rimodella” temporaneamente l’occhio mentre si dorme, modificando delicatamente il profilo della cornea, con la conseguenza di generare un cambiamento temporaneo: al risveglio le lenti possono essere rimosse e si è in grado di vedere.

Ci vuole circa una settimana di ciclo per ottenere un effetto pieno, ma dopo, supponendo che si indossino ogni sera, si dovrebbe essere in grado di superare le giornate senza occhiali o lenti a contatto.

E, soprattutto, ci sono buone prove che può aiutare a rallentare la progressione della miopia.
Come tutti i trattamenti, tuttavia, l’ortocheratologia ha i suoi pro e contro e i suoi rischi devono essere ben compresi prima dell’uso.

L’ortocheratologia può essere un’opzione interessante:

  1. Per chi desidera un’alternativa agli occhiali, ma trova le lenti a contatto scomode o non adatte (perché, ad esempio, soffre di secchezza oculare, lavora in ambienti polverosi o pratica sport acquatici).
  2. Come alternativa alla chirurgia refrattiva, anche se va tenuto presente che questo tipo di chirurgia è permanente ma l’ortocheratologia è temporanea.
  3. Per evitare che il bambino debba portare occhiali o lenti a contatto a scuola, che possono andare persi o allentarsi.

I potenziali svantaggi includono:

  1. I costi iniziali sono superiori rispetto alle lenti a contatto giornaliere in cui il costo complessivo simile è distribuito nel tempo
  2. L’effetto svanisce se non le si usa tutte le sere
  3. In generale, l’uso di lenti a contatto comporta un rischio maggiore di infezione oculare rispetto a chi non ne fa uso

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Uveite, blefarite, congiuntivite e irite: ecco alcuni problemi che si possono verificare agli occhi nel caso in cui si sia affetti da psoriasi.
La stessa infiammazione che causa in questa malattia le chiazze secche e squamose sulla pelle può infatti diffondersi anche agli occhi, il che non solo può essere fastidioso, ma può avere un impatto sulla vista.
Circa il 10% delle persone con psoriasi avrà alcuni problemi, secondo Galen Foulke, Dermatologo e Professore alla UNC School of Medicine di Chapel Hill (North Carolina), in un approfondimento sul tema sul portale Everyday Health, e citando la National Psoriasis Foundation (NPF) Usa.

Psoriasi che invade l’occhio

Sebbene relativamente rare, inoltre, le manifestazioni di psoriasi dentro o vicino agli occhi possono essere dolorose e difficili da trattare, secondo l’NPF (National Psoriasis Foundation). Ad essere colpite possono essere molte parti diverse dell’occhio, comprese le palpebre (blefarite), le ciglia, le ghiandole sebacee delle palpebre, la superficie dell’occhio e persino alcune parti interne, secondo Foulke, che lancia un avvertimento: “Questi problemi, se non trattati, possono causare danni permanenti e perdita della vista. Al di fuori delle pratiche igieniche di base, l’esperto in genere non raccomanda alle persone con psoriasi di mettere in atto particolari azioni per prendersi cura dei propri occhi. Tuttavia – evidenzia – quando si ha la psoriasi è importante sapere cosa cercare e se si nota che la patologia invade gli occhi, questa informazione va portata all’attenzione del medico.”

Le squame e la secchezza della pelle delle palpebre possono farle curvare verso l’alto o verso il basso, il che può portare all’essiccazione della cornea (lo strato trasparente sulla
parte anteriore dell’occhio) o consentire alle ciglia di graffiare la superficie della cornea, danneggiandola e con questo, potenzialmente, danneggiando anche la vista.

Per evitare queste complicazioni, l’NPF suggerisce due ‘buone pratiche’:

  • Lavare le palpebre e le ciglia con una miscela di acqua e shampoo per bambini
  • Applicare un farmaco topico su prescrizione intorno agli occhi

Nel caso questo non basti il consiglio è rivolgersi a un oculista.

I disturbi oculari come l’uveite e la congiuntivite

La psoriasi può metter a maggior rischio di condizioni oculari potenzialmente gravi come uveite e irite, in particolare se insieme a questa patologia si è affetto anche dall’artrite psoriasica o il lupus, dice l’NPF. Entrambi sono causati dall’infiammazione, il problema alla base della psoriasi.

L’uveite è un’infiammazione dell’uvea, lo strato centrale pigmentato dell’occhio tra la retina interna e lo strato esterno dell’occhio composto dalla sclera e dalla cornea, secondo l’American Academy of Ophthalmology (AAO). Se non trattata, l’uveite provoca danni
irreversibili agli occhi, che possono portare alla perdita della vista o addirittura alla cecità. Infine, le persone con psoriasi possono anche essere a maggior rischio di congiuntivite, anch’essa a causa dall’infiammazione.

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Come per le materie più complicate, abbondano i miti sulla vista e sulla salute degli occhi. A smontare dieci credenze tra le più comuni è l’optometrista Gabriel Hulewsky, del John A. Moran Eye Center dell’Università dello Utah.

  1. Leggere in condizioni di scarsa illuminazione è dannoso per gli occhi.
    Anche se più luce può essere utile, leggere in condizioni di scarsa illuminazione non danneggerà gli occhi.
  2. Va bene guardare direttamente il sole se si strizzano gli occhi o si guarda attraverso le palpebre socchiuse.
    Non si dovrebbe mai fissare direttamente il sole, anche quando si strizzano gli occhi. Il sole produce raggi ultravioletti che possono danneggiare la cornea, il cristallino e la retina. Anche i migliori occhiali da sole non possono bloccare completamente i raggi UV. E mai guardare direttamente un’eclissi solare, poiché ciò può causare cecità.
  3. L’utilizzo di un computer o di un terminale video può danneggiare gli occhi.
    Un affaticamento degli occhi può essere associato all’eccessivo utilizzo di un computer o altri dispositivi elettronici, ma questi device non sono di per sé dannosi.
  4. Se usi troppo gli occhi, li “consumerai”.
    Non si consumano, ovviamente, gli occhi usandoli troppo. Ci si può sentire liberi di usarli quanto vogliamo.
  5. Se incroci continuamente gli occhi, rimarranno così.
    Puoi incrociare gli occhi quanto vuoi. Non rimarranno così.
  6. Va bene indossare lenti a contatto poco aderenti.
    Le lenti a contatto devono essere montate correttamente in quanto una scarsa aderenza può danneggiare la parte anteriore dell’occhio. Degli esami regolari garantiranno una buona e sicura vestibilità.
  7. Indossare gli occhiali rende gli occhi dipendenti.
    Gli occhiali correggono la visione sfocata a tutte le distanze. Si potrebbe voler indossarli più spesso in modo da poter vedere chiaramente, ma non cambiano gli occhi in modo che diventino dipendenti. Ci si sta solo abituando a vedere le cose più chiaramente. Allo stesso modo, indossare occhiali con la prescrizione sbagliata non rovinerà gli occhi. Semplicemente, non si vedrà chiaramente come si farebbe con una prescrizione corretta.
  8. Gli occhiali protettivi sono più un problema che un valore.
    Vale sempre la pena di indossarli. Prevengono molte lesioni che possono portare ad una potenziale cecità.
  9. Va bene nuotare indossando lenti a contatto morbide.
    Togliere le lenti a contatto mentre si nuota o si fa il bagno caldo è la pratica migliore per evitare gravi infezioni agli occhi.
  10. Una cataratta deve essere avanzata prima di poter essere rimossa.
    Considera di rimuovere la cataratta se inizia a influenzare qualsiasi attività della vita quotidiana.

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Glaucoma, se si ha familiarità controlli più frequenti e attenti
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Il glaucoma è una malattia ereditaria? La risposta è che non sempre, nel caso di genitori con la patologia, è detto che vi si vada incontro. Ma è importante sapere che si ha un rischio aumentato rispetto alla media della popolazione.

Chi ha dei familiari con glaucoma deve quindi sottoporsi a controlli con maggior attenzione e frequenza.
È quanto spiega il Dr. Matteo Sacchi, responsabile Centro Glaucoma della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Milano e del Comitato Scientifico di SIGLA, Società Italiana Glaucoma.

L’esperto ricorda inoltre che esiste una forma di glaucoma alla nascita, il glaucoma congenito, anche in questo caso non sempre strettamente connesso alla situazione clinica dei genitori.
Raggiunta l’età adulta, sono consigliati controlli periodici.

Il glaucoma è una malattia con cui convivere a vita? La risposta è si. Si tratta, come nel caso del diabete, di condizioni croniche che durano tutta la vita. Ma nel caso del glaucoma vi è un vantaggio: è una patologia lentamente progressiva e questo significa che si ha il tempo per impostare correttamente una diagnosi e per seguire correttamente la terapia, e dunque per gestire e tenere sotto controllo la malattia.
L’unica strategia di prevenzione è sottoporsi a visite periodiche.
I bambini dovrebbero effettuare almeno una visita in età prescolare e gli adulti almeno una visita ai 50 anni.

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Dal microbiota al microbioma attraverso la metagenomica: un nuovo settore di ricerca per l’occhio

Qualcosa sta cambiando. La ricerca scientifica negli ultimi anni si sta focalizzando sempre più sullo studio dei microrganismi che vivono normalmente nel nostro corpo. Perché? Scopriamolo insieme.

Dr. Davide Borroni

Il corpo umano è popolato da un’enorme varietà di microrganismi (batteri, archaea, funghi e virus) che formano una comunità commensale, simbiotica e patogena. Messi insieme creano il microbiota, mentre il microbioma indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota (ovvero i geni che quest’ultimo è in grado di esprimere).

Il numero stimato di microrganismi è dell’ordine di trilioni, almeno 10 volte superiore al numero delle cellule di un corpo umano. Studiando il microbioma si possono diagnosticare, studiare ed in seguito trattare patologie sistemiche ed oculari in un modo più preciso e mirato.[…]

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Lenti a contatto e sport, il benessere fisico passa anche da quello degli occhi

Benessere fisico significa anche benessere degli occhi. Ecco anche perché allo sport non si dovrebbe rinunciare, specie quello all’aria aperta.

Gli occhi sono fatti per stare all’aperto.
Parola di Stefano Barabino, Responsabile Centro Superficie Oculare e Occhio Secco, Ospedale Sacco Università di Milano e TFOS (Tear Film & Ocular Surface Society) Ambassador, che offre alcuni suggerimenti importanti per sposare al meglio sport e vista.

Le lenti a contatto giornaliere sono un’opzione sempre più scelta dagli italiani e l’utilizzo nella pratica sportiva è legato alle abituali norme di igiene e gestione: lavare le mani prima di metterle o toglierle, utilizzare sostituti lacrimali in caso di attività prolungata, scegliere il prodotto giusto sotto consiglio dell’oculista.

Per detergere gli occhi al termine dell’attività sportiva, specie se si è sudati, basta pulire il bordo palpebrale con cotone bagnato con acqua, non servono saponi ne’ sostanze particolari. In caso di irritazione marcata un sostituto lacrimale può essere utile per lavare la superficie dell’occhio. Il sudore infatti può penetrare sulla superficie oculare e irritare: una condizione transitoria a cui si può ovviare con facilità.

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Cornea, dopo mani e piedi è la parte del corpo che più subisce traumi

Vito Romano (Università degli Studi di Brescia): “Va difesa nel modo giusto”

È qualcosa di prezioso da difendere: la cornea è la prima struttura dell’occhio, la parte più anteriore per posizione

La cornea, una lente che va protetta

L’approfondimento con il Dr. Augusto Pocobelli, Direttore di Oftalmologia – Banca degli Occhi Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata di Roma

Un’irregolarità sulla cornea si riflette negativamente sulla qualità della vista

Make-up e insidie per gli occhi: come scegliere bene cosa utilizzare
La parola alla Prof.ssa Piera Versura (Tear Film & Ocular Surface Society)

I prodotti cosmetici sono ampiamente utilizzati da larghe fasce di popolazione ed il loro uso è in crescita anche nella popolazione maschile.
Possono però nascondere delle insidie per gli occhi, prima fra tutte la sindrome dell’occhio secco.
Per orientarsi al meglio in tema di salute oculare, in un settore dove il marketing ha un ruolo importante, come quello del make-up, EyesON ha rivolto alcune domande alla Prof.ssa Piera Versura, dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Laboratorio Analisi Superficie Oculare e Ricerca Traslazionale – IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e referente TFOS (Tear Film & Ocular Surface Society).
Addentrandosi nel mondo della cosmetica in punta di piedi, ma con desiderio di fare informazione corretta e sfatare anche alcuni falsi miti.

Prof.ssa Piera Versura

Trucco, croce e delizia per le donne. Cosa accade agli occhi? Sono più a rischio di malattie o disturbi, come ad esempio l’occhio secco?
L’abitudine quotidiana di utilizzare prodotti cosmetici non è più appannaggio solo delle donne. Si va verso una parità di genere, tant’è che i prodotti cosmetici per uomo sono in forte e continua espansione con formulazioni specifiche, così come i centri estetici per uomini.
I prodotti che entrano in contatto con le strutture della superficie oculare, ed interferiscono con l’omeostasi del film lacrimale, non sono solo eyeliner e mascara applicati in prossimità degli orifizi delle ghiandole di Meibomio, ma anche creme, correttori e ombretti, che vengono applicati direttamente sulla cute palpebrale e che qui possono venire assorbiti, shampoo e saponi la cui schiuma può entrare nell’occhio procurando irritazione, bruciore, per citare solo alcuni dei problemi principali.
Si tratta di un settore soggetto a stringente normativa, che garantisce la sicurezza dei prodotti commercializzati nell’Unione Europea, che impone rigorose valutazioni di sicurezza e regolamenta gli ingredienti nella formulazione prima della immissione in commercio.
Tuttavia, la migrazione di un prodotto applicato esternamente all’occhio al suo interno deve indurre a una particolare attenzione riguardo agli effetti dei cosmetici quando si tratti di pazienti già affetti da malattie della superficie oculare, ed in particolare la malattia dell’occhio secco (Dry Eye Disease, DED).
In altre parole, i cosmetici potrebbero causare irritazione nel medio/lungo periodo se contengono sostanze che risultino irritanti/allergizzanti per la specifica persona, oppure esacerbare una sindrome da occhio secco già esistente attraverso molteplici meccanismi riconducibili, nella grande maggioranza dei casi, a modifiche dello strato lipidico del film lacrimale, con riduzione della stabilità del film stesso, conseguente a migrazione del prodotto all’interno dell’occhio.

Farmacia o profumeria: verso quale delle due propendere per la scelta dei prodotti?
Oltre a profumerie e farmacie i canali di vendita dei prodotti cosmetici sono vari, dalle erboristerie, le parafarmacie, la grande distribuzione, e in rapidissima ascesa si stanno posizionando gli eCommerce.
Gran parte dei cosmetici nascono da laboratori di ricerca all’avanguardia, e come detto la normativa da seguire per la commercializzazione in Europa (Regolamento CE n. 1223/2009 e successive modifiche) regolamenta anche l’etichettatura, e stabilisce un glossario delle denominazioni delle sostanze utilizzabili.
Anche il sito www.salute.gov.it aggiorna in tempo reale sulle novità normative, alla luce di un mercato globale che fa viaggiare le merci – inclusi i cosmetici – fuori dalle reti distributive più convenzionali, opera una cosmeto-vigilanza (ossia la raccolta, valutazione e monitoraggio delle segnalazioni di effetti indesiderabili osservati durante o dopo l’uso di un prodotto cosmetico) ed azioni anti contraffazione, e controlla la rispondenza delle pubblicità rispetto alle evidenze del prodotto.
Le raccomandazioni generiche, ma condivisibili di valutare la congruità del prezzo rispetto al tipo di prodotto e di scegliere canali di vendita regolarmente autorizzati sono da tenere in considerazione.
Per tornare al quesito, in tutti i canali si possono trovare prodotti di alta qualità, ma la loro presenza è determinata dal target della clientela che frequenta il punto vendita: la grande distribuzione è più orientata ad offrire prodotti con prezzo contenuto, la farmacia è ritenuta “più sicura”, l’erboristeria vanta prodotti su base naturale ed una produzione eco-sostenibile, la profumeria attrae per moda, femminilità e varietà di scelta, ma con prezzi tendenzialmente medio-alti.

Quali prodotti cosmetici sono da utilizzare con particolare cautela? Eyeliner, matite per l’interno degli occhi…
Eyeliner e matite interno occhi (anche gli struccanti oculari in realtà) rappresentano naturalmente elementi di particolare attenzione per la salute degli occhi, per la zona perioculare di utilizzo. Gli eyeliners sono posizionati sulla delicata cute palpebrale, e da qui possono venire assorbiti. Le matite interno occhi sono distribuite a livello degli orifizi delle ghiandole di Meibomio: quando il meibum viene escreto si miscela con i costituenti lipofili delle formulazioni della matita, e le trascina all’interno del film lacrimale, contaminandolo ad ogni ammiccamento.
Interferenze tra particelle di trucco ed i lipidi del film lacrimale vengono stabilite ad ogni contatto, minando la stabilità del film lacrimale. Infatti, inizialmente le particelle lipofile si miscelano con lo strato lipidico superficiale del film lacrimale ed in esso si diffondono, ma la incapacità poi di dissolversi nella componente acquosa potrebbe portare al loro accumulo all’interfaccia tra le due fasi, compromettendo la stabilità dell’intero sistema.

E il mascara con che caratteristiche va scelto?
Si presume tutti i mascara posseggano una qualità di base. La scelta è operata da gusti personali, consuetudine, viscosità del prodotto, durata della confezione, tipologia del brush, affezione al brand.
Ecco però delle raccomandazioni che il medico potrebbe suggerire alla paziente con sindrome da occhio secco che chiede come comportarsi con il make up oculare.
Ad esempio, non ci sono evidenze di come e se varino la compatibilità ed efficacia dei trattamenti somministrati in concomitanza con il make up oculare. L’instillazione di colliri sembrerebbe però associata ad una maggiore contaminazione del film lacrimale in presenza di make up, un evento da evitare naturalmente che il medico dovrebbe sottolineare per invitare alla cautela.
Il medico potrebbe inoltre suggerire di applicare eyeliner e ombretto, al di fuori della linea delle ciglia per evitare di bloccare gli orifizi delle ghiandole di Meibomio e prevenire l’introduzione di microorganismi direttamente negli occhi, o di applicare il mascara sulla punta delle ciglia anziché iniziare dalle radici, oltre che a raccomandare di rimuovere accuratamente il trucco prima di coricarsi per evitare irritazione delle ghiandole stesse e prevenire infezioni.

Trucco quotidiano e salute degli occhi: il vademecum della comunità scientifica (TFOS).
Le malattie legate agli stili di vita sono causate principalmente da comportamenti quotidiani degli individui, inconsapevoli che la sola modifica di certe abitudini potrebbe di per sé migliorare situazioni di discomfort.
Con riferimento ai problemi oculari si riconosce oggi come le malattie della superficie oculare possano essere considerate una epidemia legata agli stili di vita.
Il prossimo Workshop sul quale Tear Film & Ocular Surface Society (TFOS, società scientifica internazionale ed indipendente che promuove il progresso nella ricerca e degli aspetti educativi relativi alle malattie della superficie oculare) sta lavorando per il 2022 si concentrerà sulle conseguenze delle scelte di vita che facciamo, direttamente o indirettamente, sulla superficie oculare, ed i temi trattati sono trasversali ed estremamente attuali. Tra questi, anche l’impatto dei cosmetici sulla salute degli occhi, con punti di attenzione che emergono da evidenze scientifiche e non da claim commerciali.

Le domande dei lettori

Da un punto di vista medico i prodotti che promettono di rinforzare le ciglia e allungarle che tipo di controindicazioni hanno? L’olio di ricino è spesso consigliato da pagine e siti improntati alle cure naturali, ma ho letto che può essere rischioso se dalle ciglia penetra nell’occhio. Esistono prodotti privi di rischi per rinforzare le ciglia?

Una lettrice
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I prodotti cosmetici sono testati e sottoposti a cosmetovigilanza, per rendere trascurabile la percentuale seppur minima di rischio, connessi ad ogni attività umana.

I prodotti cosmetici contengono ingredienti che potrebbero causare irritazione nel medio/lungo periodo se contengono sostanze che risultino irritanti/allergizzanti per la specifica persona, oppure esacerbare malattie della superficie oculare già presenti, come ad esempio l’occhio secco.

Da non trascurare anche la possibilità che i prodotti potrebbero contaminarsi ed essere quindi fonte di infezioni, pertanto massima cura deve essere posta nella somministrazione evitando di toccare la superficie dell’occhio e gli annessi.

In ultimo, per definizione un prodotto cosmetico” è “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei”, non viene inclusa una attività diretta sulle funzioni di questi distretti corporei, provati con evidenze cliniche e che rimane a carico dei farmaci.

Prof.ssa Piera Versura
Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Laboratorio Analisi Superficie Oculare e Ricerca Traslazionale

IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e referente TFOS

Con la dislessia alcune capacità visive risultano rallentate

Con la dislessia, un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda la sfera della lettura e della scrittura, alcune capacità visive risultano rallentate.
Lo rileva uno studio dell’Università di Reading pubblicato sul Journal of Neuroscience, che indirizza anche sull’ipotesi che alla base delle difficoltà di lettura e scrittura dei dislessici possa esservi anche un disturbo legato alla vista.

Cosa ha rilevato la ricerca

Per la ricerca gli esperti hanno studiato un gruppo di bambini e ragazzi di 6-14 anni, alcuni dei quali dislessici.
Tutti i partecipanti allo studio sono stati sottoposti a dei test visivi che, ad esempio, richiedevano di indicare in che direzione dello schermo si muovesse uno sciame di puntini neri.
È emerso non solo che i bimbi dislessici impiegano più tempo a risolvere questo test e commettono un numero maggiore di errori, ma anche che le loro attività cerebrali durante l’esecuzione sono diverse da quelle di un coetaneo senza la dislessia.

Il prossimo passo degli studiosi sarà capire se la maggiore lentezza di elaborazione delle informazioni visive sia un tratto aggiuntivo della dislessia o ne rappresenti una delle cause scatenanti.

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